giovedì 18 gennaio 2018

Ecco la bravura dell'amico Aldo


Le clementine di Calabria al Festival di Sanremo

Nella prima decade del mese di febbraio (da domenica 4 a domenica 11), nella splendida cornice di Sanremo, in concomitanza con l’edizione 68 del celebre Festival della canzone italiana, avranno luogo una serie di iniziative dedicate alle eccellenze della Calabria, in particolare di Corigliano e della Sibaritide.
Le esposizioni (creazioni d’arte, prodotti tipici, testi di autori locali) avverranno nel centro di Sanremo, dislocate sia in modo permanente che itinerante tra le hall di strutture ricettive, nonché presso associazioni del luogo, e saranno curate da un gruppo di giornalisti, blogger e operatori del mondo della comunicazione provenienti da diverse località italiane, in collaborazione con realtà culturali sanremesi e comunità di residenti, nell’ambito di un’iniziativa nazionale di marketing territoriale. Referente di zona, per il comprensorio Sibaritide-Pollino, è il giornalista Fabio Pistoia.
Ebbene, ad essere protagonisti nel periodo clou della città dei fiori, perla della Liguria e simbolo del Belpaese nel mondo, saranno i frutti che di Corigliano Calabro e della Piana di Sibari ne rappresentano l’eccellenza primaria: le clementine. E per l’esattezza, le clementine dell’ormai celebre brand “Adottaunclementino” ideato dall’imprenditore Aldo Salatino, intelligente e creativo uomo innamorato della propria terra, capace di far decollare una così geniale intuizione ad alti livelli, tanto da coinvolgere anche personaggi del grande schermo e noti chef.
L’agrume dall’inconfondibile gusto e dal profumo inebriante, peraltro in possesso di tante proprietà salutari, farà dunque bella mostra di sé a Sanremo, nella settimana del Festival, anzi dalla domenica precedente al suo inizio al giorno successivo alla sua conclusione, secondo modalità e momenti degustativi che verranno illustrati nel dettaglio prossimamente.
Un vero e proprio traguardo per “Adottaunclementino” che permette a chiunque di ricevere al proprio domicilio, alla modica spesa di 50 euro e senza alcun costo aggiuntivo, circa trenta chilogrammi di Clementine, adottando una pianta e seguendone passo dopo passo, attraverso lo strumento della geolocalizzazione, il percorso di maturazione. Iniziativa che, oltre a consentire anche a coloro che risiedono a migliaia di chilometri di distanza di ricevere le clementine, tutte al naturale e prive di alcun trattamento, contribuisce fattivamente ad una giusta causa: per ogni adozione viene infatti devoluta una piccola parte all’Airc – Associazione italiana per la ricerca sul cancro.

domenica 29 ottobre 2017

Degustazione del giorno 19 ottobre 201

Alois Lageder – Conus – Alto Adige Lagrein Riserva Doc – 2012




Versato nel calice questo vino si presenta con un tono rosso ciliegia con scurissimi lampi rubini. Al naso, si scopre ricchissimo di profumi di piccoli frutti maturi, spiccano le prugne e le ciliegie. Salgono al naso dolcissimi profumi di viola e un leggero ricordo balsamico; molto lenta la separazione. In bocca, si presenta giustamente fresco, particolarmente morbido e vellutato e capace di avvolgere il palato nonostante la presenza tannica. Emergono prepotentemente le note fruttate tipiche del vitigno che rendono questo vino molto armonico. Lungo e piacevolissimo il finale in bocca.



Tenuta Alois Lageder
Tòr Löwengang
Vicolo dei Conti, 9
39040, Magrè (BZ)
info@aloislageder.eu

By | on 29/10/2017 | 

giovedì 29 giugno 2017

Turta di Vacch

In pianura fa caldo e l'afa si fa sempre più insopportabile senza parlare delle zanzare. Non reggo più! Via di corsa, alziamoci di quota e andiamo velocemente in montagna. Aria leggera, fresca e panorami d'incanto. La cucina è sempre molto buona e gustosa. E' così che una mia cara amica ristoratrice mi ha raccontato di una meravigliosa torta che si usava anni fa da quelle parti. Ora i palati abituati a scartare le cose pesanti, grasse, e "che schifo" non vogliono nemmeno provare ciò che i nostri vecchi mangiavano con gusto e soddisfazione. Ne è venuta fuori una torta che è stata ricordata come si diceva "di Vacch". Fatta, provata e ora ve la racconto nella sua semplicità. Abbiamo imburrato una teglia di rame (ma si può usare un contenitore simile) abbiamo versato il "Bist" . Mi si dice che un latte giallastro molto denso che si ottiene dalle mucche che hanno partorito da poco. Aggiungiamo un poco di farina gialla e qualche cucchiaio di farina bianca, un pizzico di sale e di noce moscata, cospargiamo il tutto con dei fiori di camomilla. Forno ben caldo, inseriamo la torta e cuociamo per circa un ora. Risultato: abituarsi ai sapori non è mai facile, un leggero senso di acidità, ma non capisco perche non abbiamo avanzato nulla! cosa vorrà dire, che era buona? Io appena trovo il "Bist" la riprovo.

domenica 18 giugno 2017

EVVIVA LA CIPOLLA


L'alimentazione è uno dei principali fattori che influenza il benessere della nostra salute, tanto che le conseguenze di una cattiva alimentazione possono essere dannose per il nostro organismo e generare disturbi e malattie, tra le quali persino il cancro. Secondo diversi studi vi sarebbe un legame molto stretto tra dieta alimentare e quello che viene ormai definito come il male del nostro secolo. Una sana alimentazione pare dunque fondamentale al fine di prevenire l'insorgenza di malattie come i tumori; in particolare ciò sembra essere vero per alcuni cibi, i quali sarebbero più utili nel contrastarne l'insorgenza o la progressione. Secondo una recente ricerca, effettuata dalla canadese Università di Guelph e pubblicata sulla rivista scientifica Food Research International, una potente arma contro il cancro che ci è fornita dalla natura e che ritroviamo facilmente sulla nostra tavola è la cipolla rossa. Tutte le cipolle pare abbiano proprietà antitumorali ma, stando allo studio, quelle rosse sarebbero più efficaci nella lotta contro le cellule cancerogene del tumore al colon e di quello al seno: la ricerca ha eseguito alcuni test su cinque diversi tipi di cipolle che crescevano in Ontario, una regione del Canada, scoprendo che la varietà rossa chiamata Ruby ring onion è la più efficace contro questi tipi di tumore. Secondo gli scienziati ciò sarebbe dovuto all'alto contenuto di quercetina - un tipo di flavonoide che ha potere antiossidante - e di antociani, una classe di pigmenti che danno alla cipolla il suo tipico colore rosso e in più favorirebbero l'azione antitumorale della quercetina stessa. Le cipolle rosse sarebbe eccezionali nell'uccidere le cellule tumorali; esse attiverebbero, infatti, percorsi che stimolano queste cellule ad autodistruggersi: realizzano un ambiente sfavorevole per le cellule tumorali e disturbano la comunicazione tra le stesse, impedendone in tal modo la crescita.
La fase sperimentale della ricerca è stata eseguita ponendo a contatto diretto cellule malate (provenienti da tratti di colon umano) con estratto di quercetina derivato dai 5 tipi di cipolle testate; il prossimo passo sarà indirizzare la sperimentazione direttamente sull'uomo. Intanto i ricercatori stanno studiando vari metodi di estrazione della quercetina senza l'impiego di sostanze chimiche, in modo da poterla utilizzare a breve sia nella nutraceutica (la disciplina che studia i componenti degli alimenti con effetti positivi per la salute) sia come medicinale naturale sotto forma di pillole.