domenica 29 ottobre 2017

Degustazione del giorno 19 ottobre 201

Alois Lageder – Conus – Alto Adige Lagrein Riserva Doc – 2012




Versato nel calice questo vino si presenta con un tono rosso ciliegia con scurissimi lampi rubini. Al naso, si scopre ricchissimo di profumi di piccoli frutti maturi, spiccano le prugne e le ciliegie. Salgono al naso dolcissimi profumi di viola e un leggero ricordo balsamico; molto lenta la separazione. In bocca, si presenta giustamente fresco, particolarmente morbido e vellutato e capace di avvolgere il palato nonostante la presenza tannica. Emergono prepotentemente le note fruttate tipiche del vitigno che rendono questo vino molto armonico. Lungo e piacevolissimo il finale in bocca.



Tenuta Alois Lageder
Tòr Löwengang
Vicolo dei Conti, 9
39040, Magrè (BZ)
info@aloislageder.eu

By | on 29/10/2017 | 

giovedì 29 giugno 2017

Turta di Vacch

In pianura fa caldo e l'afa si fa sempre più insopportabile senza parlare delle zanzare. Non reggo più! Via di corsa, alziamoci di quota e andiamo velocemente in montagna. Aria leggera, fresca e panorami d'incanto. La cucina è sempre molto buona e gustosa. E' così che una mia cara amica ristoratrice mi ha raccontato di una meravigliosa torta che si usava anni fa da quelle parti. Ora i palati abituati a scartare le cose pesanti, grasse, e "che schifo" non vogliono nemmeno provare ciò che i nostri vecchi mangiavano con gusto e soddisfazione. Ne è venuta fuori una torta che è stata ricordata come si diceva "di Vacch". Fatta, provata e ora ve la racconto nella sua semplicità. Abbiamo imburrato una teglia di rame (ma si può usare un contenitore simile) abbiamo versato il "Bist" . Mi si dice che un latte giallastro molto denso che si ottiene dalle mucche che hanno partorito da poco. Aggiungiamo un poco di farina gialla e qualche cucchiaio di farina bianca, un pizzico di sale e di noce moscata, cospargiamo il tutto con dei fiori di camomilla. Forno ben caldo, inseriamo la torta e cuociamo per circa un ora. Risultato: abituarsi ai sapori non è mai facile, un leggero senso di acidità, ma non capisco perche non abbiamo avanzato nulla! cosa vorrà dire, che era buona? Io appena trovo il "Bist" la riprovo.

domenica 18 giugno 2017

EVVIVA LA CIPOLLA


L'alimentazione è uno dei principali fattori che influenza il benessere della nostra salute, tanto che le conseguenze di una cattiva alimentazione possono essere dannose per il nostro organismo e generare disturbi e malattie, tra le quali persino il cancro. Secondo diversi studi vi sarebbe un legame molto stretto tra dieta alimentare e quello che viene ormai definito come il male del nostro secolo. Una sana alimentazione pare dunque fondamentale al fine di prevenire l'insorgenza di malattie come i tumori; in particolare ciò sembra essere vero per alcuni cibi, i quali sarebbero più utili nel contrastarne l'insorgenza o la progressione. Secondo una recente ricerca, effettuata dalla canadese Università di Guelph e pubblicata sulla rivista scientifica Food Research International, una potente arma contro il cancro che ci è fornita dalla natura e che ritroviamo facilmente sulla nostra tavola è la cipolla rossa. Tutte le cipolle pare abbiano proprietà antitumorali ma, stando allo studio, quelle rosse sarebbero più efficaci nella lotta contro le cellule cancerogene del tumore al colon e di quello al seno: la ricerca ha eseguito alcuni test su cinque diversi tipi di cipolle che crescevano in Ontario, una regione del Canada, scoprendo che la varietà rossa chiamata Ruby ring onion è la più efficace contro questi tipi di tumore. Secondo gli scienziati ciò sarebbe dovuto all'alto contenuto di quercetina - un tipo di flavonoide che ha potere antiossidante - e di antociani, una classe di pigmenti che danno alla cipolla il suo tipico colore rosso e in più favorirebbero l'azione antitumorale della quercetina stessa. Le cipolle rosse sarebbe eccezionali nell'uccidere le cellule tumorali; esse attiverebbero, infatti, percorsi che stimolano queste cellule ad autodistruggersi: realizzano un ambiente sfavorevole per le cellule tumorali e disturbano la comunicazione tra le stesse, impedendone in tal modo la crescita.
La fase sperimentale della ricerca è stata eseguita ponendo a contatto diretto cellule malate (provenienti da tratti di colon umano) con estratto di quercetina derivato dai 5 tipi di cipolle testate; il prossimo passo sarà indirizzare la sperimentazione direttamente sull'uomo. Intanto i ricercatori stanno studiando vari metodi di estrazione della quercetina senza l'impiego di sostanze chimiche, in modo da poterla utilizzare a breve sia nella nutraceutica (la disciplina che studia i componenti degli alimenti con effetti positivi per la salute) sia come medicinale naturale sotto forma di pillole.

mercoledì 15 febbraio 2017

ISTITUTO GRAPPA LOMBARDA





A chi ama la vita di qualità, e quindi è un consumatore attento ed evoluto, la Grappa Lombarda offre tre piaceri: quello della ricerca tra le centinaia di referenze presenti sul mercato, quello della scoperta di una tradizione fortemente legata alla storia di una regione singolare e rampante e, ultimo, ma non per importanza, quello delle caratteristiche sensoriali capaci di dare emozioni adatte a ogni circostanza. La retorica che si può ravvisare in queste parole si dissolve immediatamente leggendo le nostre divulgazioni sia scritte che divulgate oralmente  sempre in sintonia con i più moderni concetti sulla tipicità e le normative legislative  sulle acqueviti .  La Grappa Lombarda emerge dai vigneti riportando la denominazione dei vitigni dai quali deriva e dai vini doc della Regione. Anzi, essa si congiunge a questi ultimi attraverso quell'innovativa filosofia che sta di giorno in giorno raccogliendo un crescente successo e che si basa sul sillogismo: uve doc, vini doc, grappe doc. Su questa strada, già ben delineata, la Lombardia è sicuramente in pool position e questa opera del nostro Istituto opera in funzione della convivenza di zone ad alta vocazione enologica e distillerie. Mettiamo ben in evidenza il precorrere gli organi legiferanti e la tecnologia. Ora tocca infatti agli organi del settore e agli amministratori terminare la costruzione di quella piramide in grado di dare nuova dignità alla Grappa, mentre ai tecnologi resta il compito di rendere aderente la denominazione, e quindi la promessa che viene fatta al consumatore, con le caratteristiche dell'acquavite. Sull'uno o sull'altro fronte, l'Istituto Grappa Lpmbarda assicurerà sempre la sua funzione di sentinella a salvaguardia della qualità.

Riccardo Ottina
Presidente Istituto Grappa Lombarda

lunedì 12 dicembre 2016

Fanno bene agli occhi e....a tanto altro.




Il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) ha una storia antichissima. È un frutto tipico del sottobosco e viene da secoli utilizzato per curare diverse patologie. I mirtilli crescono nelle zone montane e sono dei piccoli arbusti alti circa 60 cm appartenenti alla famiglia delle Ericacee.Si distinguono in tre differenti specie: mirtillo nero, rosso e blu. Secondo alcune recenti studi americani, queste piccole bacche sarebbero potenti antiossidanti in grado di prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo di invecchiamento. Sempre dall'America arrivano dati sull'efficacia di questi frutti nella lotta contro l’Alzheimer. Il mirtillo nero, in particolare, sarebbe un potente rimedio naturale per migliorare la memoria, l'equilibrio e la coordinazione motoria. Tali affermazioni sono frutto di riscontri scientifici degli studiosi dell'Università Tufts a Boston, che hanno sottoposto alcuni piccoli topi abbastanza avanti con l'età a una dieta ricca di bacche nere. È stato osservato in seguito un notevole miglioramento delle loro attività motorie e comportamentali, quasi come se il processo di invecchiamento si fosse interrotto. Le molecole responsabili di questo straordinario ringiovanimento sono le antocianine, sostanze naturali responsabili del caratteristico colore azzurro del frutto e presenti anche nelle fragole e negli spinaci. Le antocianine intervengono neutralizzando i radicali liberi, i principali responsabili dell'invecchiamento cellulare.Il mirtillo nero contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico che protegge le cellule, e l’acido ossalico, l’idrocinnamico e il gamma-linolenico.  È ricco anche di acido folico, fondamentale nei primi mesi di gestazione e contiene tannini e glucosidi antocianici che riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura. Infine, le antocianine presenti in grandi quantità rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Tutte questa sostanze favoriscono e aumentano anche la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista, in particolar modo di sera, quando c’è poca luce.Il mirtillo rosso, invece, ricco di ferro, vitamina C e fibre, viene utilizzato per prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie. Quantità ridotte di mirtilli rossi possono ridurre il livello di calcio nell’urina e quindi sono particolarmente indicate per chi soffre di calcoli renali. Il mirtillo rosso è anche un coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle come la couperose.I mirtilli possono essere consumati freschi e al naturale, ma bisogna stare molto attenti a scegliere quelli non trattati. Vanno lavati molto bene sotto acqua corrente prima dell'utilizzo.Con questi frutti, inoltre, si possono preparare deliziose tisane che fanno anche molto bene all'organismo, confetture e salse. Si possono conservare a lungo una volta essiccati.

venerdì 9 dicembre 2016

Noci, toccasana per tanti problemi di salute





Mangiare almeno 20 grammi al giorno di arachidi e frutta secca a guscio, come noci e nocciole, pistacchi e anacardi, mandorle e pinoli, riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, cancro e altre malattie. A dirlo è un’analisi della letteratura sull’argomento condotta dai ricercatori dell’Imperial College di Londra, dalla quale emerge che consumare una manciata di questa frutta oleosi permette di ridurre del 30% il rischio di malattia coronarica, del 15% il rischio di cancro e del 22% il rischio di morte prematura. Inoltre, un’associazione sembra esistere anche tra il consumo di queste noci e la morte per malattie respiratorie e per diabete, con un abbassamento del rischio rispettivamente della metà e del 40%. Il lavoro, pubblicato sulla rivista BMC Medicine, ha passato in rassegna 29 studi per un totale di 819mila partecipanti, tra cui 12mila casi di coronaropatie, 9mila di ictus, 18mila di cancro e malattie cardiovascolari e oltre 85 mila decessi.  Lo studio ha incluso tutti i tipi di frutta a guscio, come le nocciole e le noci, e anche le arachidi che, sebbene accomunati alla frutta secca, sono in realtà dei legumi. Il meccanismo alla base degli effetti osservati sulla salute dell’organismo risiederebbe nel «valore nutrizionale di questi alimenti, ricchi in fibre, magnesio e grassi polinsaturi, capaci di abbassare il rischio cardiovascolare e ridurre i livelli di colesterolo. Certa frutta a guscio, in particolare noci e noci pecan, è anche ricca di antiossidanti, che possono combattere lo stress ossidativo e, eventualmente, di ridurre il rischio di cancro» ha spiegato il primo autore dello studio Dagfinn Aune della School of Public Health dell’Imperial College e della facoltà di Medicina della Norwegian University of Science and Technology. «Anche se le noci sono molto ricche di grassi, sono anche ricche di fibre e proteine, e vi sono delle evidenze che suggeriscono che possono effettivamente ridurre il rischio di obesità nel corso del tempo».   Molti studi sono stati condotti sugli effetti dell’alimentazione sui big killer, come le malattie cardiache, l’ictus e il cancro, ma ora iniziano ad emergere anche delle evidenze in relazione ad altre malattie, ha fatto notare il dottor Aune, sottolineando l’importanza dei risultati ottenuti nonostante una quantità relativamente contenuta di alimento.

lunedì 21 novembre 2016

Penne Carbonare con piselli e salsiccia al pepe.






Ingredienti per 4 persone:
300 grammi di penne rigate, 4 uova, 80 grammi di pecorino grattugiato, 100 grammi di piselli lessati, 200 grammi di salsiccia al pepe nero, olio Evo , sale, pepe.

Preparazione:
In una padella facciamo rosolare la salsiccia spellata e sgranata con una forchetta, un poco di oli; aggiungiamo i piselli e lasciamo cuocere per una decina di minuti poi spegniamo e mettiamo il tutto da parte. Sbattiamo le uova aggiungiamo il pecorino grattugiato regolando di sale e pepe. Nel mentre caliamo le penne senza esagerare con il sale. Scoliamole al dente e versiamo la pasta direttamente  in padella con il condimento, spadellate vigorosamente per un poco, ritoccate con il sale e il pepe  e fuori fuoco aggiungete le uova sbattute, mescolare velocemente, impiattare e.....a tavola.
Daniela T.