| Tutti vogliono la "spiritosa signora" |
| di Ernesto Mantegazza Pubblicato da Italia a Tavola 19 gennaio 2012 |
| È ritornata la voglia di sapere, capire e conoscere la grappa, con consumatori sempre più attenti, curiosi e informati. L'Anag (Associazione nazionale assaggiatori grappe e acquaviti), attraverso corsi, degustazioni ed eventi, insegna a capire come è fatta la grappa e come si beve per apprezzarla |
| Aumenta l’interesse per la conoscenza della grappa. Ormai la qualità della grappa sta prendendo sempre più piede grazie ad un netto impegno dei distillatori che hanno profuso grandi energie per migliorare i loro distillati e le loro produzioni, il prodotto ne sta abbondantemente beneficiando. Sempre più capillare deve diventare l’informazione verso i consumatori. L’Anag (Assaggiatori grappe e acquaviti) ne è un ottimo esempio. I consumatori sono sempre più sollecitati e gli appassionati non hanno che l’imbarazzo della scelta per migliorarsi e approfondire la conoscenza del nostro grande distillato di bandiera. L’Anag è sempre più sollecitata a istituire corsi sui distillati, dove si riscontrano successi e sempre maggior richiesta sia si parli di conoscenze introduttive che approfondimenti studiati molto a fondo. Dove si tratti degli abbinamenti sulla tavola, dove la sensorialità deve essere la prima in assoluto. Davanti a così tanto mercato e complesse informazioni gli appassionati sentono il bisogno di migliorare la propria cultura sulla grappa e di farsi un’idea molto personale su quanto dovrà degustare appoggiandosi anche a persone che sicuramente avranno una preparazione profonda sui distillati. Moltissimi vorrebbero primeggiare nel saper scegliere e spiegare davanti agli amici o alla propria compagna o compagno, ai propri ospiti o invitati quanto dovranno bere. Dunque è ritornata la voglia di sapere, capire e conoscere. Ecco che l’Anag è lì presente pronta a soddisfare le richieste, pronta a spiegare cosa c’è nella bottiglia, com’è fatto e come si beve. Per mano li conduce ad apprezzare e degustare con più attenzione. Prestissimo arrivano i primi apprezzamenti e subito aumenta la motivazione a degustare e migliorare la propria cultura apprezzando con grande rispetto il lavoro, la storia e la natura che ci ha fornito della materia prima per distillare la nostra “spiritosa signora”. L’Anag non insegna a bere ma insegna con consapevolezza come e quando assaggiare, degustare e riconoscere un prodotto che si è tracciata la strada nella storia Italiana. |
lunedì 30 gennaio 2012
Con ANAG alla scoperta della Grappa
Anag, un nome che vuol dire grappa
Sempre in prima linea per la formazione Pubblicato su Italia a Tavola 20 dic 2011 |
| di Ernesto Mantegazza |
| L'Associazione nazionale assaggiatori di grappa e acquaviti è nata nel 1978 per promuovere un prodotto italiano d'eccellenza, che necessita d'essere tutelato. Quest'anno i suoi membri danno il via a un'altra stagione di corsi, finalizzati alla scoperta della grappa in tutte le sue sfaccettature |
| Quanta curiosità per i soci degustatori e per gli affezionati amici. Distillazioni che avvengono in piena notte sotto le stelle, assaggi che propongono abbinamenti inconsueti in mezzo ai vigneti dove le uve hanno ceduto le proprie vinacce per una nuova grappa da degustare con prodotti che sono legati alle stesse colline, cioccolati proposti da lontani paesi che si intingono in spiritosi liquidi, sigari e toscani che rilasciano voluttuose spire di profumi che, mischiati alla liquida signora, sviluppano sensazioni di incommensurabile piacere, formaggi che da strani luoghi con diverse abitudini si innaffiano nella migliore grappa italiana, le migliori miscele di caffè messe a confronto con un grande prodotto. Dopo tutto questo, ancora tanto e di tutto. Non si finisce mai d'imparare, e il compito di Anag è proprio questo. Qui si troverà la voglia di approfondire la conoscenza ma sopratutto la sensorialità di quei prodotti che si abbinano al piacevole gusto e profumo della grappa. Continue escursioni attraverso il mondo delle nuove e passate eccellenze di cui è ricchissimo il nostro Paese, un sicuro sistema per permettere a tutti coloro che seguono l’associazione, di sentirsi come in viaggio verso mete nuove e immaginare un profumo di vacanza. La continua voglia di miglioramento fa in modo che che vengano promossi corsi di assaggio, degustazione e ricerca, senza trascurare tutte quelle notizie che occorrono per capire la storia. Tutto questo per ribadire una precisa linea di lavoro, alla scoperta del territorio e di quanto lo circonda. Un invito a tutti per un confronto tra sapere, capire, imparare ciò che è grande e ciò che lo è di meno, ovviamente nel nome della grande grappa, di cui solo l’Italia si può fregiare e andare fiera. |
martedì 13 dicembre 2011
ANAG: UN 2012 NEL NOME DELLA GRAPPA
Cena degli auguri a Daverio (Va), in vista della XII Settimana della Grappa
Di nuovo a tavola, questa volta non per un'impegnativa degustazione bensì per la tradizionale cena degli auguri, svoltasi a Daverio presso il ristorante Le Delizie.
Anag Varese e Anag Lombardia, le sezioni dell'Associazione Nazionale Assaggiatori Grappe numericamente più rappresentative sul territorio nazionale, sono tornate a riunirsi venerdì scorso, per fare un bilancio delle attività dell'ultimo anno e pianificare gli impegni per il 2012.
Dopo il successo dell'XI edizione della settimana della grappa, è già ora di pensare al futuro. "Mancano alcuni mesi, ma stiamo già organizzando la nuova edizione – spiegano Maurizio Fornaroli e Simone Furlani, della sezione provinciale di Anag – la settimana della grappa è un'iniziativa unica, in grado di coinvolgere produttori e assaggiatori da tutta Italia, ovviamente nel nome della grappa dunque del made in Italy".
Bere bene e soprattuttosenza mai esagerare. Questo l'obiettivo che anima l'associazione, che conta un migliaio di iscritti e oltre 5000 tra amici esimpatizzanti. "Le sezioni di Varese e della Lombardia – spiega il presidente regionale Ernesto Mantegazza - sono le più attive e numerose, le iniziative non mancano e per il 2012 ci saranno delle sorprese".
Negli ultimi anni, i produttori di grappa che hanno calcato le scene della settimana della grappa sono stati davvero tanti. Accanto alla grappa e ai distillati, Anag ha promosso le eccellenze enogastronomiche e artigiane del nostro Paese.
“La grappa – spiega Simone Furlani, sommelier di Anag – è un prodotto di nicchia, ma la gente inizia ad apprezzarla, e cresce il numero degli appassionati anche tra i giovani e le donne".
Giovanni Marmina
giovedì 10 novembre 2011
UN AMORE ............DI GRAPPA
Quando ci sentivamo già grandi, ma che ancora si ricercava il senso della vita, la tentazione era sempre presente. La voglia di lasciarsi sedurre ad appoggiare la bocca sopra un calice di grappa o di una bella ragazza, le labbra che bruciavano di una nuova linfa, profumi intensi e sapori che si dischiudevano con sensazioni scintillanti di note bagnate cariche di fresche rugiade.
Nuove seducenti sensazioni , i primi fremiti, quella bianca grappa, giovane come noi che quasi conviveva e condivideva il piacere dei grandi amori. Con lei ci sentivamo grandi. Partecipava a tutto quello che vivevamo e girava attorno a noi. Con la nostra spavalda incoscenza si affrontava il mondo con tutti i nostri grandi affetti e amori. Quante volte la nostra bocca imparò ad incontrarsi.
Nuove seducenti sensazioni , i primi fremiti, quella bianca grappa, giovane come noi che quasi conviveva e condivideva il piacere dei grandi amori. Con lei ci sentivamo grandi. Partecipava a tutto quello che vivevamo e girava attorno a noi. Con la nostra spavalda incoscenza si affrontava il mondo con tutti i nostri grandi affetti e amori. Quante volte la nostra bocca imparò ad incontrarsi.
Che amore quella grappa!
Ma poi si cresce, le labbra non hanno più l'ardore e la bruciante sete, anche la grappa è cresciuta, anch'essa è diventata matura e vuole invecchiare insieme a noi. Noi diventiamo grigi ma lei si tinge di toni caldi, importanti e di grande valore. Di profumi armonicamente floreali che si combinano con fruttati armoniosamente morbidi creando un corpo di lussuriosa percezione.
Che amore questa grappa!
Ci sta ancora insegnando e ci conferma che le nostre labbra vogliono ancora incontrarla, la nostra
sensibilità è immensa, il nostro piacere continua a essere sempre attento, non vuole che la bocca si divida dal cuore, le labbra sono tornate calde vogliono ancora dissetare il proprio dolce piacere.
Che grande amore..... questa grappa!
Prof er man
lunedì 7 novembre 2011
Lettera aperta alla conferenza stampa per la premiazione "Acquaviti d'Oro" di Brescia.
La sesta edizione del concorso internazionale "Acquaviti d’oro" rimane comunque e per fortuna uno dei punti fermi nelle iniziative dell’Anag - Assaggiatori Grappa e acquaviti , che sulla base delle valutazioni degli assaggiatori Anag provenienti da tutta Italia, ha premiato per questa edizione ben sette etichette di distillatori che producono in Lombardia e che hanno ottenuto un premio.
Un momento atteso per l'ANAG Lombardia, per riconoscere a queste aziende i propri meriti per prodotti di ottima raffinatezza che sapranno imprimersi nella nostra memoria , un occasione da non perdere per gli estimatori della grappa Lombarda e dei prodotti ai vertici della eccellenza.
D'altro canto noi promuoviamo anche una battaglia per sensibilizzare l'utenza ad evitare la così detta grappa fatta in casa o di "contrabbando" o fai da te, questo è uno dei tanti modi per tutelare la grappa di qualità, il lavoro di ottimi distillatori, continuare nella storica tradizione di distillare rimanendo radicati alla propria territorialità.
maggior risalto a questi nostri "grappaioli" che avranno ancor più l'obbligo di mantenere, incrementare e migliorare le eccellenze da loro create.
Un plauso anche all'Istituto tutela Grappa Lombarda che opera per stimolare le capacità produttive dei distillatori, valorizzare la grappa regionale e tutelarne la tradizione.
Oggi premiamo sette grandi grappe lombarde che si sono distinte durante l'ultimo nostro concorso e che vorremmo rivedere anche nei prossimi anni, nostra grande speranza sarà quella di non premiarne più sette, ma di rivederle raddoppiate.
L'Anag si congratula con Voi amici distillatori, per quanto avete fatto e per quanto farete ancora di più per la nostra beneamata e "spiritosa" Grappa.
Un ringraziamento all'Assessorato all'Agricoltura, Agriturismo ed Alimentazione per la collaborazione e che vorremmo sia sempre al nostro fianco nella promozione ed il riconoscimento delle Grappe Lombarde, vanto storico e tradizionale della nostra Regione.
Desidero anche ringraziare il sostegno e la partecipazione dei nostri iscritti al sistema associativo dell'Anag che negli ultimi anni ha prodotto buoni risultati.
Anag Lombardia
Il presidente
Ernesto Mantegazza
giovedì 3 novembre 2011
PENSANDO AD UNA VECCHIA AVVENTURA.
Era da parecchio che con i miei soliti portatori di zaino volevamo salire alla capanna Margherita. Dagli e ridagli un mattino decidemmo di tentare un'altra volta. Già in precerdenza avevamo rinunciato, a metà strada fummo colpiti da un tempo improponibile e pertanto decidemmo per "sarà per un altro giorno". Il mattino era splendido e allora via, saltare in macchina con gli zaini sempre pronti fu un istante. Il viaggio non ci fece perdere tempo, a mezzogiorno ci fermammo per una breve sosta ovvero un frugale pranzetto in un ottimo albergetto che avevamo già addocchiato tempo indietro. Dopo esserci ben "riposati" ci attrezzammo per puntino e SU'.
Partenza da Stafal con la funivia fino al Gabiet, un sorso di cordiale al vicino rifugio, e subito puntiamo verso il Mantova. Oltre al caldo ed al sudore che ci consumava non trovammo nessuna difficoltà. Le gambe erano solide è l'umore ci accompagnava e le chiacchiere presero il sopravvento per decidere come sarebbe stato il giorno successivo per salire alla capanna. Decidemmo tra l'altro di dormire alla Gniffetti anzichè al Mantova (avevo provveduto alla prenotazione al mattino prima di partire assicurandomi della disponibilità). Arrivati al Mantova ci dissetammo abbondantemente, il calore era prepotente e umido niente vento, veramente un tratto pesante l'attraversamento delle pietraie e roccette. Appena pronti calzammo i ramponi e salimmo al Gniffetti.
La salita al rifugio Gniffetti
Eccolo! Siamo arrivati.

Uno sguardo dietro il rifugio: un mare di ghiaccio e seracchi.

Una piccola dose di nuvole si alzano verso le finestre del nostro giaciglio.

Il tramonto però non è male!
Ci prepariamo subito il nostro posto per riposare durante la notte. La fame non mancava ed allora subito a cenare. Mangiamo avidamente quanto proposto dal menù (le solite cose che si mangia nei rifugi) una bottiglia di vino, un paio di cordiali e subito a letto, la sveglia è subito vicino
e la salita è senz'altro dura. Buona notte e ciao ciao, ormai è il silenzio. Dura addormentarsi sulle tavole, però ci riuscii abbastanza velocemente. Quando mi svegliarono era l'ora dei preparativi per la partenza. Mi dissero che era freddo pertanto curare bene l'abbigliamento, brvissima piccola colazione e fuori. BRRRRR! fa veramente freddo. Calziamo i ramponi sotto un vento tagliente e gelido, ci mettiamo in cordata e sicuri partiamo. Camminiamo in silenzio per una mezzoretta quando: maledizione sta cominciando a nevicare! Porca vacca ancora una volta ci prende la sfiga. Il tempo si fa veramente brutto e non promette nulla di buono. Decidiamo ancora una volta di rientrare; non vogliamo rischiare nulla e la montagna li anche domani. Ci giriamo e cominciamo a scendere. Rientriamo al rifugio abbastanza incavolati per il tempo, ci rimettiamo in sesto e decidiamo di ridiscendere a valle. Mangiamo un boccone e partiamo subito. La nostra decisione ci conforta durante la discesa. Le cataratte del cielo sembrava si fossero aperte per farci un dispetto. 

Superato il Mantova sempre sotto un diluvio
Siamo quasi in fondo al vallone . Speriamo smetta.Un mare di neve, grandine e acqua ci accompagnarono fino al Gabiet. Qui persino la funivia voleva fermarsi. Fortunatamente tutto andò bene e riuscimmo ad arrivare a Stafal senza altri problemi, l'acqua ormai ci usciva anche dalle orecchie. Anche questa è andata male ma sono pronto e mi preparo per la prossima volta.
UNA GIORNATA DI PIOGGIA
Non so più cosa pensare, ogni volta che decido di camminare un poco, piove, oppure piove, ma se per caso fa bel tempo, dopo piove. Credo che per quest'anno il mio zaino rimarrà appeso al chiodo. Mi aspetto che almeno per l'inverno la pioggia mi lasci i pace e si tramuti in abbondanti nevigate. Quando in montagna il maltempo ci sorprende ci lascia solo un poco scontenti delle perturbazioni che ci "aggrediscono" in quanto ci si deve poi muovere con attenzioni particolari, occorre pensare ed accettare a quanto ci offre la montagna in quel momento che se pur sempre meravigliosa ci costringe a limitare i nostri raggi d'azione. Il sentirsi bagnati ci crea una sensazione di continuo disagio, sicuramente non potendo cambiarsi di continuo ci obbliga quasi a rinunciare alla nostra passeggiata. Si trovano però posti dove ci si possa anche asciugare. Splendida questa botte adattata da alcuni locali a "spogliatoio". Ecco queste sono le cose che poi ci fanno sentire appagati da quel poco che siamo riusciti a rubare alla non bella giornata.
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