martedì 16 settembre 2008

Quando la grappa non è solo da bere.


Mi è capitato di assaggiare un risottino veramente piacevole, nonna Dany lo ha proposto in una versione deliziosa, vi passo la ricetta. Provatelo e fatemi sapere, anche la grappa era ottima, veramente di un grande distillatore e di ottima qualità.


RISOTTO CON QUAGLIE ALLA GRAPPA


INGREDIENTI per 4 persone:


4 quaglie, 8 fette di pancetta, 1 dl. di grappa di barolo invecchiata, $ foglie di salvia, 2 rametti di rosmarino, 2 spicchi di aglio, olio extra vergine di oliva, sale, pepe.


PREPARAZIONE:
Tagliare le quaglie in due parti, lavarle ed asciugarle accuratamente. Avvolgere i pezzi nelle fette di pancetta. In una capace padella antiaderente versarvi 4 cucchiai di olio, metterla a fuoco ed appena sara caldo rosolarvi le quaglie alzando abbondantemente la fiamma, saliamo, pepiamo ed aggiungiamo le erbe e l'aglio. Girare più volte i volatili lasciando cuocere per circa 5 minuti, ora bagnare con circa metà della grappa e lasciamo evaporare cuocendo ancora per 4 minuti. Al termine della cottura togliamo dal fuoca la padella aggiungere il restante della grappa e lasciamola dolcemente evaporare nel suo calore. A parte avremo preparato un consueto risotto allo zafferano che stenderemo su un piatto di portata, sopra ci appoggeremo le quaglie e cospargeremo il tutto con il sugo di cottura, serviamo caldissimo.

mercoledì 3 settembre 2008

Articolo Nove - Distilleria Centopercento


Una veletta di carta cela la bellezza del distillato come fosse una splendida donna. Appena “spogliata” sviluppa una colorazione che cattura gli occhi, splendido colore, riflessi solari d’antiquariato immersi in limpide trasparenze. Al naso si viene avvolti da una magia di profumi che ci portano a sensazioni di frutta matura, a colorazioni rosse, al sottobosco che si cela tra leggeri e morbidi fiori. In bocca si sviluppano sapori che ricordano l’antico vitigno di Raboso, la prugna prepotente e matura, la marasca, la noce e il gelso tendono a fondersi tra di loro con una graziosa e nobile morbidezza. Al finale si propone in modo inusuale, un ritorno asciutto, persistente che propone ricordi meditativi lasciando affascinati i sensi. Una grappa veramente buona dove l’alcolicità, solo 38%, è morbidissima. Risultato eccellente per un invecchiamento in barrique, gia bagnata dal Raboso, e dall’unione tra una vinaccia appena fermentata ed una passita distillata in due tempi.
Ernesto Mantegazza