venerdì 28 marzo 2008

Grappa di Moscato - distilleria Montanaro



Già alla vista si è attratti da un meraviglioso paglierino intenso con un luminoso raggio dorato e subito al naso un deciso profumo d'aromaticissimo moscato con una finezza d'aromi che coinvolgono sensazioni che ci fanno sognare. Ma, in bocca.... Ecco che si viene assaliti da un'armonia di sapori dove la salvia, la rosa, la vaniglia e le spezie la fanno da padroni, ma non ci lasciano il tempo di dimenticare anche la finezza della liquirizia, la banana e gli aromi fruttati. Con estrema gentile morbidezza il retroolfatto ci dona a lungo estasianti sensazioni che ci obbligano quasi a ripetere l'assaggio. Veramente un'ottima grappa che con i suoi 40% ed il buon affinamento ci convince veramente molto.

Ernesto Mantegazza

sabato 22 marzo 2008

Grappa di Barolo - Dist. Marolo


Alla vista si presenta limpida e brillante e con un colore giallo ambrato. Al naso i profumi sono molto intensi ed eleganti, puliti, gradevoli e raffinati con sentori di vaniglia, liquirizia, frutta secca, cuoio, tabacco, cacao, violetta, nocciola e lampone, con pungenza dell'alcol quasi impercettibile. In bocca è intensa, con un carico alcolico che tende a dissolversi rapidamente, piacevole la morbidezza che ci fa riconoscere una buona nota dolce, abbastanza bilanciata e piacevole. Il finale è di buona persistenza con ricordi di nocciola, liquirizia, banana e frutta secca. Una grappa ben fatta che transita per l'affinamento in botti di rovere, d'acacia ed in allier. Alla mescita si trova una gradazione alcolica di 50%.
Ernesto Mantegazza

giovedì 13 marzo 2008

Grappa di Zibibbo - Distilleria Brunello -



Un produttore Veneto che presenta una grappa con vinacce di Zibibbo, ci obbliga assolutamente ad assaggiare questa dolce creatura. Nel calice riflette una luce perfettamente cristallina, avvicinandola al naso si sprigionano immediatamente profumi di una gentilezza floreale e fruttata che non ingannano la provenienza, una piccola nota alcolica si dissolve nell’abbraccio del geranio, di una salmastra salvia e di tutti i profumi classici del moscato. In bocca lascia una nota dolce amara d’albicocca, calda, persistente, e poi tocchi esotici di frutta ci avvolgono liberando pensieri che volano nell’alto del cielo. Nel retroolfatto la persistenza insiste, e tutta la gamma di calde sensazioni non abbandona facilmente. I suoi spiritosi 44%, una punta alcolica da riassaporare.

Ernesto Mantegazza

Fine Grappa Italiana - Distilleria Da Ponte -


Una grappa giovane di Cabernet che alla vista propone un’ottima limpidezza. Al naso si riconoscono immediatamente profumi di bacche da frutta e un buon erbaceo ma…. Una sensazione d’acetone che disturba, un’insufficienza che fa pensare ad un taglio di teste praticato in modo particolare. Anche in bocca si ritrova questa sensazione troppo invadente. Riconoscibili nel palato note spezziate di buona struttura che vengono però sovrastate da sapori acetosi e note ferrose rendendo quasi disarmonico il prodotto. I 40% sono in linea con il distillato. Riassaggiando ancora questa grappa, si nota che non ci sono problemi d’insilamento in quanto la vinaccia è lavorata immediatamente. Forse un uso di doppio alambicco (contino e discontinuo) vuole essere una scelta del mastro per conferire un’impronta particolare a quest’etichetta.


Ernesto Mantegazza

domenica 9 marzo 2008

Grappa e cucina


Spesso si sente dire che quella volta, in quel tal ristorante si è mangiato bene. Questo sulla base di considerazioni più o meno approfondite.Gli aspetti che ci portano a dire di essere stati soddisfatti sono molteplici, innanzitutto per il cibo: freschezza e qualità dei prodotti, qualità e metodo di cottura , finezza del piatto completo. E' importante poi il servizio che dobbiamo considerare sotto molteplici sfacettature. Infine, per ultimo ma non per importanza, la grappa ed i distillati. Questi hanno una grande voce in capitolo. Subito allora ci si lascia catturare dal pensiero di tutti quelli che operano nell'enogastronomia. A chef e camerieri che quotidianamente calpestano quel territorio riservato alla cucina dove l'alimento , la grappa, ed i distillati la fanno un poco da padroni. Questi operatori dovranno però sempre ricordare che siamo in Italia, paese che vanta una cultura, dell'uva e dei suoi derivati, invidiabile. Magistralmente sviluppata in una produzione da primato sia dal punto di vista della quantità, che da quello di cui forse andiamo più orgogliosi, della qualità. Se la cucina talvolta è intelligentemente definita un'arte, la produzione della grappa e distillati non sono da meno. Dobbiamo conoscere e far conoscere questi prodotti della nostra terra. Quando questi accompagnano il piatto che esce dalla cucina, lo chef sà e sente che il suo piatto "così è perfetto", in realtà se sapientemente sfruttato l'abbinamento di questi nettari, portano ad un'esaltazione del piatto ottenendo un pregievolissimo risultato. Al seguito però può avvenire che ad un piatto pregiato, al servizio venga proposto un'abbinamento "sbagliato"; allora la situazione si complica, il piatto risulta sgradevoleil e la grappa altrettanto facendo torto alla gradevolezza di entrambi. Necessita allora essere a perfetta conoscenza degli accostamenti, delle tipologie, dei suddetti prodotti; infatti il loro ruolo è molto importante nella preparazione e degustzione dei piatti. E' fondamentale quindi conoscerli approfonditamente per poterli utilizzare al meglio. Vorrei inoltre rammentare che spesso l'elemento che si utilizza per la preparazione di ricette è proprio la grappa. Conoscendola a fondo è possibile sapere quali caratteristiche troveremo nel distillato che aggiungeremo come ingrediente alla ricetta; o meglio, in base ai profumi, ai sapori, al colore ed ad altri fattori, che si vorrà ottenere. Si potrà scegliere qualè quella che corrisponde alle alle aspettative per ottenere un risultato fedele a quello pensato in principio, senza dover ripiegare ed accontentarsi di un piatto simile a quello previsto. Ecco allora che diventa utile, e quasi obbligatorio, preparare il proprio bagaglio di sapere frequentando l'Anag - Assaggiatori grappa ed acueviti. Frequentare i corsi per assaggiatori ( consistenti in due livelli di lezioni; al termine, previo esame, conseguire la patente) partecipare alle degustazioni che si svolgono su tutto il territorio nazionale organizzate dalle varie sezioni provinciali. Il gioco vale sicuramente l'acquisizione di un bagaglio culturale e professionale. Rispondendo a quanti vorrebbero chiedere quale utilità potrebbe avere un corso di questo tipo per la cucina, la sala o addirittura per se stessi, vorrei rispondere che grazie alle degustazioni che si effettuano durante il corso, vengono allenati e si sviluppano i sensi olfattivo e gustativo, si esercita il cervello a interpretare le percezioni dei sensi e a distinguerli e riconoscerli. Saper misurare in modo eccellente ma istintivo l'equilibrio dei sapori. Mi sembra giusto ed indispensabile parlare dei pregi della nobile e spiritosa bevanda che da tempo caratterizza l'Italia con la speranza di rendere tutti i lettori consci della grande risorsa che il nostro paese offre.


Ernesto Mantegazza

lunedì 3 marzo 2008

Grappa 'd Ciavràn - Distilleria Revelchion



Incuriositi dal dialetto piemontese abbiamo affrontato quest'etichetta. Si presenta bene, limpida e cristallina. Al naso si riscontrano prepotentemente i sentori tipici della barbera e del nebbiolo, frutta rossa e gialla anche in confettura accompagnano un tocco d'erbaceo ma sempre con buon equilibrio. lo stesso lo ritriviamo anche al gusto, inizialmente agressivo con forte sensazione calorica, seguito da una tonalità dolciastra che subito dopo tende leggermente ad una sensazione amara, spostando un poco l'armonia. Non viene però danneggiata la franchezza e la sua tipicità, anzi, la forza dei suoi 50% vogliono forse premiare coloro che alla grappa chiedono e vogliono proprio queste caratteristiche. Un mastro che sa fare tradizione

Ernesto Mategazza