mercoledì 28 gennaio 2009

una proposta da Elena, FESTIVAL DELLA GRAPPA



mercoledì 28 gennaio 2009
76 ANNI DI STORIA ....
1933 - 2009

6° FESTIVAL DELLA GRAPPA

CON GLI ALAMBICCHI IN FUNZIONE,
VEDRETE COME NASCE LA GRAPPA
Presso le nostre distillerie siete tutti invitati!!!
1 FEBBRAIO 2009
DALLE 10.00 ALLE 20.00
PANE, SALAME ... E FIUMI DI GRAPPA
pane e salame ad esaurimento la grappa non finirà mai!!!

Distilleria VIEUX MOULIN
Str. Sottorocche n. 5 MOTTA DI COSTIGLIOLE (AT)

tel. 0141/969285 fax 0141/969237

elena.borra@libero.it
http://www.grappavieuxm/

mercoledì 7 gennaio 2009

Lettera ricevuta da "La Bottega dell'Arte del Vino"

Durante queste feste natalizie abbiamo osservato con piacere che si fanno sempre più numerosi coloro che scelgono di regalare un distillato, vale a dire un prodotto da meditazione il cui consumo è pensato per protrarsi nel tempo. Una caratteristica, questa, che accomuna le acquaviti realizzate in Italia o in altri paesi del mondo, ma che raggiunge forse il proprio culmine con i grandi distillati di vino d’Oltralpe, Cognac ed Armagnac.

Come un grande vino, Cognac ed Armagnac devono la propria personalità a diversi fattori.
Innanzi tutto al territorio: Grande e Petite Champagne per il primo; Bas, Grand Bas e Haut Armagnac per il secondo.
Seguono i vitigni: folle blanche, soprattutto, per la produzione del Cognac e poi ugni blanc, colombard e lo stesso baco 22A, che rimane peculiare nel Bas Armagnac, malgrado la feroce battaglia che si è tentata contro di esso in sede di regolamenti europei.
Poi c’è la temperatura di distillazione, realizzata principalmente a ciclo continuo negli alambicchi armagnaçais per l’Armagnac, e in discontinuo negli alambicchi charentais per il Cognac, con una maniacale gestione delle teste e delle code.
Senza dimenticare la maturazione, che principia normalmente in fusti nuovi di rovere , spostandosi a mano a mano in fusti sempre più invecchiati, con una sapiente alternanza tra cantina secca e cantina umida cui si aggiunge, a volte, un periodo di esposizione all’aria.
Si arriva infine alla riduzione artificiale intesa a ricondurre lo spirito ad una gradazione tra i 40 e i 45 gradi alcolici, ottenuta aggiungendo acqua o “petites eaux” (miscuglio di acqua pura e acquavite ). In molti Armagnac e Cognac artigianali si aspetta tuttavia con pazienza che la riduzione si produca naturalmente, lasciando evaporare l’alcol durante la lunga sosta in umide cantine: in tal modo il distillato va rarefacendo la propria forza ed affinandosi, per la felicità dei veri estimatori.
Secondo i puristi, un Armagnac non andrebbe mai ridotto, essendo fuoco e foga, infatti, i tratti irrinunciabili della sua personalità. Un’acquavite virile, ad immagine e somiglianza degli scontrosi vignaioli guasconi che le hanno dato vita.

Un ruolo decisivo ha il tempo per questi distillati.
Il Cognac, a differenza dell’Armagnac, prevede da disciplinare un invecchiamento minimo di due anni e mezzo, calcolato dal 1° ottobre dell’anno di vendemmia.
Il Cognac nasce dal sodalizio di acquaviti invecchiate e diverse; la denominazione tiene conto dell’età dell’acquavite più giovane utilizzata nell’assemblaggio. Il disciplinare prevede che se questa ha meno di quattro anni e mezzo, il Cognac si classifica VS (Very Superior) oppure “tre stelle”, se invece è compresa tra i quattro anni e mezzo e i sei anni e mezzo, il Cognac si definisce VSOP (Very Superior Old Pale), VO (Very Old), Reserve … E ancora, quando l’età dell’acquavite più giovane supera i sei anni e mezzo, i Cognac, possono fregiarsi delle qualifiche gloriose, Napoléon, XO, Extra, su su fino all’arcano Hors d’Age.

Via via che si approfondisce la conoscenza di queste due acquaviti ci si rende conto di quanto sono diverse tra loro: al ruolo decisivo dell’arte del buon cantiniere per il Cognac si oppone infatti il carattere spontaneamente rurale dell’Armagnac (dicono i francesi che esistono tanti Armagnac quanti guasconi – l’Armagnac è una piccola area nel cuore della Guascogna - e questo rappresenta un vero tesoro per i degustatori che possono cimentarsi nelle mille sfumature di questo prodotto alimentando così ampie, vivaci ed interminabili discussioni).
Esattamente opposta la caratteristica principale del Cognac frutto di assemblaggi, vere e proprie sinfonie di gusti e aromi unici dove il territorio di origine e le annate differenti vengono fusi per ottenere il gusto e lo stile caratteristico della marca, nella categoria desiderata. Questo permette al consumatore di non trovare differenze tra un prodotto acquistato a Parigi ed il medesimo della medesima marca trovato qualche anno dopo a Tokyo. Anche per i Cognac esiste comunque una minore produzione di piccole case e anche di singoli viticoltori che esaltano territorio e vendemmie, adatta ai cultori che preferiscono la varietà, l’imprevedibilità, la scoperta.

In ambedue i casi, tuttavia, la degustazione di queste acquaviti in ordine crescente di età (risalendo le denominazioni per il Cognac oppure scalando i millesimi proprio come per un vino nel caso dell’Armagnac) rappresenta la più affascinante macchina del tempo che sia mai stata inventata.

Ecco dunque un’altra opera d’arte che affonda le proprie radici nel vino, composizione di grandissima armonia destinata, come tutte le opere d’arte, a chi sa ascoltare, a chi è disponibile ad ascoltare. E dunque a voi, cari amici, che ci seguite e che come noi vi affacciate a questo nuovo anno sperando, come sempre, che si riveli migliore di quello appena trascorso. Auguriamocelo per il vino, e non per il vino soltanto.

Il sommelier della Bottega dell'Arte del Vino
Via G: Fara, 25
20121 Milano