martedì 28 dicembre 2010

SONO SEMPRE PIU PERPLESSO !!!

Scritto da http://www.enotime.it/
Ce n’è davvero per tutti i gusti, o meglio i disgusti! La top ten delle bevande più strane vede primeggiare i paesi asiatici, ed in particolare il Giappone. Sarà perché la loro cultura alementare ci è ancora in gran parte estranea, ma leggendo ingredienti ed abbianamenti di sapori c’è da augurarci che lo rimanga ancora a lungo. Non resta che godersi l’elenco delle specialità:


"Okkikunare" - La 1° bibita atipica che vogliamo proporre si chiama “Okkikunare”, che in giapponese significa ”le fa diventare più grandi”… Bevanda cult tra le adolescenti, che la consumano nella speranza di avere un seno più voluminoso! L’effetto promesso dovrebbe esser dato dalla presenza di alcuni elementi che stimolerebbero gli ormoni femminili. La bibita è presente in 3 gusti diversi.

"Salamandra Brandy" - La 2° bevanda della nostra classifica è il “Salamandra Brandy”: una bevanda fortemente afrodisiaca proveniente dalla Slovacchia! Ma vediamo come viene preparata: si versa del Brandy sul corpo della Salamandra che, sentendosi minacciata, emette delle sostanze tossiche che si mescolano al brandy, dando come risultato una bibita dagli effetti afrodisiaci e allucinogeni

"Liquid Smoking" -La 3° bibita che mai ci sogneremmo di trovare in giro, è quella a base di erbe e radici che non contiene nicotina, ma può riprodurne l’effetto. Curiosi di conoscerla meglio? Inizialmente fa sentire scossi, poi rilassa e a detta dell’azienda produttrice dovrebbe far passare la voglia di fumare per qualche ora

"Lizard wine" - Una bevanda fatta con geko, lucertole e ginseng, mescolati a vino di riso. Può sembrare strano e anche disgustoso, ma è una bevanda molto popolare in Cina. Ed era la 4° bibita più strana al mondo!

"Bacon drink" - Al 5° posto ecco entrare la bibita al bacon drink… Si chiama “Jones Soda Co. 's” e, udite – udite, è al gusto di bacon!

"BILK!" Birra al latte o latte alla birra! - 6° in classifica proponiamo un’altra bevanda giapponese, BILK!, al gusto di latte e birra. Si dice sia molto amata dalle donne

"Kumis" - Una bevanda fatta con latte di giumenta, al 7° posto, lasciata fermentare per ore e ore. Kumis contiene il 2,5% di alcool.

“Water salad” - Ed ecco la Water salad all’8° posto ! Si tratta di una bibita di origine giapponese, esistente in 6 gusti diversi… al sapore di insalata. Questa bevanda molto particolare è stata rilasciata dalla Coca Cola nel 2004.

"Cetriolo Drink" - Al 9° posto si trova la bevanda aromatizzata rilasciata dapprima in Giappone. Se andate a leggere l'etichetta sulla bottiglia della bevanda, vi accorgerete che si tratta di una bevanda al gusto di cetriolo, che ha anche un sapore di cola. La bevanda ha un sapore molto fruttato.

"Melone Milk" - La 10° bevanda è ancora di origine giapponese, ed è quella al latte e al melone vendutissima in Giappone… è una bibita energetica al sapore di melone e latte!

venerdì 24 dicembre 2010

AUGURI 2010/2011

Vi auguro un festoso Natale ed uno splendido anno nuovo nel quale possiate stappare ed assaporare grandi bottiglie.  

mercoledì 22 settembre 2010

Ma l'etilometro è sempre affidabile?

Martedì 21 Settembre 2010 07:10
Scritto da http://www.enotime.it/
 
La problematica è decisamente scottante, perché attualmente non esistono altri strumenti atti a valutare accuratamente l’abilità di guida se non l’etilometro, da quelli usa e getta a quelli elettronici decisamente più accurati per terminare con quelli elettrochimici ad uso professionale. Ma il Dott. Michael P. Hlastala, Division of Pulmonary and Critical Care Medicine, Università della Stato di Washington in una recente intervista diffusa da Wine News ha più di un dubbio sulla reale validità dei controlli effettuati con tali strumenti. Vediamo perché.

- Perché l’etilometro non è affidabile?
Il test dell’etilometro si basa essenzialmente sull’assunto che la concentrazione di alcool presente nell’ultima porzione di aria espirata, sia pari a quella presente negli alveoli polmonari, concentrazione questa strettamente correlata alla concentrazione di alcool nel sangue. E’ ormai noto come ciò non corrisponda a realtà, in quanto l’alcool presente nell’aria contenuta all’interno dei polmoni interagisce con il muco e l’acqua presenti nelle vie aeree polmonari. La concentrazione di alcool nell’alito dipende dalla quantità d’aria inspirata prima dell’esecuzione del test nonché dalla quantità d’aria espirata all’interno dell’apparecchio. Non essendo tali fattori sottoposti ad alcun tipo di misurazione o controllo, il margine di errore risulta essere considerevole.
- Su cosa si fonda la legge che punisce la guida sotto l’influenza dell’alcool e quali sono i fattori scientifici in grado di invalidare la certezza dei risultati forniti dall’etilometro?
La legge si basa sull’assunto che la quantità di alcool riscontrata nell’alito sia in rapporto diretto con la quantità di alcool presente nel sangue. E’ impossibile espellere aria dagli alveoli polmonari senza che l’alcool subisca modificazioni.
- Quale fra le sue più recenti scoperte ha accertato in maniera incontestabile l’inaffidabilità dell’etilometro?
Gli alcoli sono sostanze altamente solubili che si dissolvono velocemente nel sangue o nell’acqua. Per questo motivo mentre l’aria transita dagli alveoli verso la bocca, gli alcoli si depositano sulla superficie degli alveoli e così al passaggio dell’aria cambia il tasso alcolemico. Mentre inspiriamo, inaliamo alcool dalla superficie degli alveoli, è in tal modo che abbiamo scoperto come l’alcool presente negli alveoli polmonari è diverso dall’alcool presente nelle vie aeree. Ciò significa che la concentrazione di alcool nell’alito, dipende da come respiriamo e da altri fattori, quali la temperatura corporea e la concentrazione di globuli rossi nel sangue. L’incertezza dell’alcool test deriva da tutti questi fattori.
- Quindi, quali sono secondo Lei e l’intera comunità scientifica gli strumenti che possano consentire ai guidatori di dimostrare la loro effettiva capacità di guidare e non essere una possibile minaccia per la comunità?
Non esistono attualmente strumenti atti a valutare accuratamente l’abilità di guida. Al momento l’unico metodo valido per la rilevazione della concentrazione di alcool nel sangue è fornito dal prelievo di campioni di sangue. La concentrazione di alcool non è direttamente collegata alla capacità di guida perché ogni persona ha una diversa abilità. Pertanto non esiste uno strumento perfettamente idoneo per la rilevazione della capacità di guida, quindi l’etilometro non è da ritenersi attendibile poiché dovrebbe essere perfezionato tenendo conto dei fattori che incidono in modo rilevante sul respiro.

mercoledì 16 giugno 2010

SALUTI DAL MONTE LEMA - CANTON TICINO - CH-


Sicuramente una mattina particolare in una primavera strana, una passeggiata con gli amici per prendere una boccata d'aria, un poco di fatica per salire causa la neve, ma al rifugio qualcosa di caldo ed una buona bevuta ci scaldano il cuore.

martedì 18 maggio 2010

MI SONO VERAMENTE COMMOSSO.

Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: "Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?" Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.Il padre continuò: "Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay,handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino." A quel punto cominciò a narrare una storia:

Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.Shay chiese: "Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: "Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono" . Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto. I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo. Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora
finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: "Shay corri in prima base! Corri in prima base!" Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione. A quell punto tutti urlarono: " Corri fino alla seconda base!" Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!" Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono: " Corri in prima, torna in base!!!!" E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita. "Quel giorno - disse il padre piangendo - i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità".
Shay non è vissuto fino all'estate successiva. Si è spento l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre... nè dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.

ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:

TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.

Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il 'naturale corso delle cose' a realizzarsi.
Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla d'amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?
Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati!

sabato 15 maggio 2010

HIGLAND PARK - single malts - (Orkney Island)

Alla vista ecco subito una classica bottiglia trasparente che vuole mostrare la meravigliosa brillantezza del contenuto, splendore sfavillante di un colore di rame dorato. Al naso gli aromi si presentano ampi, una delicata ed equilibrata dolcezza con sentori di mieli e mandorle, un sentore leggero di torba e di affumicatura non nascondono un punto di crosta di pane. Aromi estremamente complessi ma di facile individuazione. L'assaggio da prima si presenta in modo delicato ed abbastanza leggero, appena cremoso ricorda la cioccolata bianca, agrumato tanto da ritenersi delizioso, ma poi si evolve in una complessa degustazione di sapori che si rincorrono, si sentono spezie, dolcissimi mieli ma sopra tutto anche una erica stupenda, ed una leggera piccantezza. La bocca rimane setosa e soddisfatta. Il finale è lunghissimo, la sensazione olfattiva è sempre molto equilibrata ma anche complessa, la sensazione dell'erica e di torba affumicata rimane eccezionalmente moderata, rimane anche riconoscibile un sentore lontano di muschio salato, non ultimo un ricordo lieve di Sherry. Il lungo invecchiamento e la morbidezza riscontrata, mai eccessiva, denotano anche di un fasciame di botte già utilizzata ma ottimo e ben conservato.

Un prodotto che merita di essere tenuto sempre in evidenza.
 
Ernesto Mantegazza

PIACEVOLE MERENDA


E' già da qualche giorno che piove, ormai siamo tutti un poco stanchi della situazione che risulta molto umida e che rompe tantissimo. Fuori sta veramente scatenando un temporale fantastico, tuoni e fulmini ed un vento che non permette di uscire. Oggi pomeriggio sono veramente stravolto, sono le 16,30 mi annoio tremendamente però ho un languorino da merenda. Ho in casa una buona focaccia con le olive. Prendo l'occasione, taglio preparo e mangio: manca qualcosa, trovo una bottiglia di Vermentino ligure; che fare ? stappo, assaggio: buona, ottima direi una bottiglia meravigliosa. Anche la focaccia non disturba, anzi! Accidenti ho scoperto cosa fare quando piove. Un insieme che mi ha fatto passare una buona mezzora, ora sto meglio.  Quando sarete stanchi e senza idee per superare un temporale od una giornata "pesante" fate come me.  Vi alleggerirete un poco dalla rabbia e sicuramente vi si alza il morale.
PROVARE PER CREDERE

lunedì 15 marzo 2010

Gita di Primavera

Come tutti gli anni, ci viene la splendida voglia di fare una gita per visitare una buona distilleria. Sicuramente sono le nostre beneamate grappe che ci attirano, ma la compagnia è ancora quello che fa muovere anche i pigri. Che gusto ci sarebbe degustare in casa da soli, anche se ottimo il prodotto con chi lo potremmo commentare? Allora via, apriamo la stagione primaverile. Pronto il pulman, tutti i posti occupati (eccezionale) era un po' che avevamo qualche buco, questa volta PIENO.  La decisione è quella dominante sulla distilleria Vieux Moulin. Prenotato un ristorante, dietro segnalazioni locali, partiamo. La giornata si presenta uggiosa, freddo e umido dominano la piazza di Gallarate. Si parte finalmente fregandocene del freddo, poi ci scalderemo!  A metà strada però il tempo precipita NEVICA;  a questo punto avanti senza paura. Arriviamo a destinazione e Vi assicuro che il tempo era natalizio, fiocchi copiosi e meravigliosamente grossi, chissà se è venuto anche babbo Natale! Ma credo che anche lui sia stato bloccato dal tempo, la stagione non è da renne.  Infiliamoci in distilleria, guardiamo, curiosiamo,  domandiamo e alla fine tutti agli assaggi. Prodotti veramente notevoli, facciamo razia di bottiglie e bottigliette per assicurarci le scorte a casa. Alla fine tutti a pranzo, avanti con le libagioni non si sarebbe potuto fare altro. In cima alla collina dov'era locato il posto per pranzo, la neve era insistentemente disturbatrice e con un freddo che non ci si aspettava al 7 di marzo, di conseguenza siamo rimasti molto limitati nelle nostre azioni. Dal considerare la cattiva giornata siamo passati immediatamente a organizzarne subito un'altra. Senza tema e paura trovata altra distilleria da visitare prestissimo.  Ci rivediamo alla prossima gita.
Ernesto