giovedì 10 novembre 2011

UN AMORE ............DI GRAPPA


 Quando ci sentivamo già grandi, ma che ancora si ricercava il senso della vita, la tentazione era sempre presente.  La voglia di lasciarsi sedurre ad appoggiare la bocca sopra un calice di grappa o di una bella ragazza, le labbra che bruciavano di una nuova linfa, profumi intensi e sapori che si dischiudevano con sensazioni scintillanti di note bagnate cariche di fresche rugiade.  
  Nuove seducenti sensazioni , i primi fremiti,  quella bianca grappa, giovane come noi che quasi conviveva  e condivideva il  piacere dei grandi amori.  Con lei ci sentivamo grandi. Partecipava a tutto quello che vivevamo e girava attorno a noi.  Con la nostra spavalda  incoscenza si affrontava il mondo con tutti i nostri grandi affetti e amori.  Quante volte la nostra  bocca imparò ad incontrarsi.

 Che amore quella grappa!

 Ma poi si cresce, le labbra non hanno più l'ardore e la bruciante sete, anche la grappa è cresciuta, anch'essa è diventata matura e vuole invecchiare insieme a noi. Noi diventiamo grigi ma lei si tinge di toni caldi, importanti e di grande valore. Di profumi armonicamente floreali che si combinano con fruttati armoniosamente morbidi creando un corpo di lussuriosa percezione. 

 Che amore questa grappa!

 Ci sta ancora insegnando e ci conferma che le nostre labbra vogliono ancora incontrarla, la nostra
 sensibilità è immensa,  il nostro piacere continua a essere sempre attento, non vuole che la bocca si divida dal cuore, le labbra sono tornate calde vogliono ancora dissetare il proprio dolce piacere.

 Che grande amore..... questa grappa!

Prof er man

lunedì 7 novembre 2011

Lettera aperta alla conferenza stampa per la premiazione "Acquaviti d'Oro" di Brescia.


                           La sesta edizione del concorso internazionale "Acquaviti  d’oro"  rimane comunque e per fortuna uno dei  punti  fermi  nelle iniziative  dell’Anag - Assaggiatori Grappa e acquaviti , che sulla base delle valutazioni degli assaggiatori Anag provenienti da tutta Italia,  ha premiato  per questa edizione  ben sette etichette di distillatori che producono in Lombardia e che hanno ottenuto un  premio. 
          Un momento atteso per l'ANAG  Lombardia, per riconoscere a queste aziende i propri meriti per  prodotti di ottima raffinatezza che sapranno imprimersi nella nostra memoria ,  un occasione da non perdere per gli estimatori della grappa Lombarda  e dei prodotti ai vertici della eccellenza.
          Sappiamo perfettamente che il nostro distillato di  bandiera oggi se la cava meravigliosamente bene di fronte agli attacchi che cercano di demonizzare  alcol e superalcolici;  merito anche dell'Anag che per svolgere attività di utilità sociale, propone  con i propri corsi  mirati ad educare alla degustazione,  con conferenze e seminari di studio   cerca di far capire ed aiutare  come ci si deve avvicinare alla grappa e nel contempo fare una propaganda contro l'abuso dell'alcol.  Non si deve bere ma degustare, poco ma bene, capire e valutare, appropriarsi dei propri  sensi  per incrementare la capacità sensoriale,  solo così  si potrà ulteriormente dichiarare che un "goccetto" a fine pasto non è poi così pericoloso come si vuol far credere.
           D'altro canto noi promuoviamo anche una battaglia per sensibilizzare l'utenza ad evitare la così detta grappa fatta in casa o di "contrabbando"  o fai da te, questo è uno dei tanti modi per tutelare la grappa di qualità, il lavoro di ottimi distillatori, continuare nella storica tradizione di distillare rimanendo radicati alla propria territorialità.
           Oggi da Brescia lanciamo una nuova sfida per promuovere  sul proprio territorio e sulla Lombardia un percorso da sviluppare per ottenere un
maggior risalto a questi nostri "grappaioli"  che avranno ancor più l'obbligo di mantenere,  incrementare e migliorare le eccellenze da loro create.  
            Un plauso anche all'Istituto tutela Grappa Lombarda che opera per stimolare le capacità produttive dei distillatori, valorizzare la grappa regionale e tutelarne la tradizione.
          Oggi premiamo sette grandi grappe lombarde che si sono distinte durante l'ultimo nostro concorso e che vorremmo rivedere anche nei prossimi anni, nostra grande speranza sarà quella di non premiarne  più sette,  ma di rivederle raddoppiate.
          L'Anag si congratula con Voi amici distillatori, per quanto avete fatto e  per quanto farete ancora di più per la nostra beneamata  e "spiritosa" Grappa.
           Un ringraziamento all'Assessorato all'Agricoltura, Agriturismo ed Alimentazione  per la collaborazione e che vorremmo sia sempre al nostro fianco nella promozione ed il  riconoscimento delle Grappe Lombarde, vanto storico e tradizionale della nostra Regione.
          Desidero anche ringraziare il sostegno e la partecipazione  dei nostri iscritti  al sistema associativo dell'Anag che negli ultimi anni ha prodotto buoni risultati.
Anag Lombardia

Il presidente

Ernesto Mantegazza

giovedì 3 novembre 2011

PENSANDO AD UNA VECCHIA AVVENTURA.

Era da parecchio che con i miei soliti portatori di zaino volevamo salire alla capanna Margherita. Dagli e ridagli un mattino decidemmo di tentare un'altra volta. Già in precerdenza avevamo rinunciato, a metà strada fummo colpiti da un tempo improponibile e pertanto decidemmo per "sarà per un altro giorno". Il mattino era splendido e allora via, saltare in macchina con gli zaini sempre pronti fu un istante. Il viaggio non ci fece perdere tempo, a mezzogiorno ci fermammo per una breve sosta ovvero un frugale pranzetto in un ottimo albergetto che avevamo già addocchiato tempo indietro. Dopo esserci ben "riposati" ci attrezzammo per puntino e SU'.
Partenza da Stafal con la funivia fino al Gabiet, un sorso di cordiale al vicino rifugio, e subito puntiamo verso il Mantova. Oltre al caldo ed al sudore che ci consumava non trovammo nessuna difficoltà. Le gambe erano solide è l'umore ci accompagnava e le chiacchiere presero il sopravvento per decidere come sarebbe stato il giorno successivo per salire alla capanna. Decidemmo tra l'altro di dormire alla Gniffetti anzichè al Mantova (avevo provveduto alla prenotazione al mattino prima di partire assicurandomi della disponibilità). Arrivati al Mantova ci dissetammo abbondantemente, il calore era prepotente e umido niente vento, veramente un tratto pesante l'attraversamento delle pietraie e roccette. Appena pronti calzammo i ramponi e salimmo al Gniffetti.


La salita al rifugio Gniffetti



Eccolo! Siamo arrivati.




Uno sguardo dietro il rifugio: un mare di ghiaccio e seracchi.





Una piccola dose di nuvole si alzano verso le finestre del nostro giaciglio.



Il tramonto però non è male!



Ci prepariamo subito il nostro posto per riposare durante la notte. La fame non mancava ed allora subito a cenare. Mangiamo avidamente quanto proposto dal menù (le solite cose che si mangia nei rifugi) una bottiglia di vino, un paio di cordiali e subito a letto, la sveglia è subito vicino
e la salita è senz'altro dura. Buona notte e ciao ciao, ormai è il silenzio. Dura addormentarsi sulle tavole, però ci riuscii abbastanza velocemente. Quando mi svegliarono era l'ora dei preparativi per la partenza. Mi dissero che era freddo pertanto curare bene l'abbigliamento, brvissima piccola colazione e fuori. BRRRRR! fa veramente freddo. Calziamo i ramponi sotto un vento tagliente e gelido, ci mettiamo in cordata e sicuri partiamo. Camminiamo in silenzio per una mezzoretta quando: maledizione sta cominciando a nevicare! Porca vacca ancora una volta ci prende la sfiga. Il tempo si fa veramente brutto e non promette nulla di buono. Decidiamo ancora una volta di rientrare; non vogliamo rischiare nulla e la montagna li anche domani. Ci giriamo e cominciamo a scendere. Rientriamo al rifugio abbastanza incavolati per il tempo, ci rimettiamo in sesto e decidiamo di ridiscendere a valle. Mangiamo un boccone e partiamo subito. La nostra decisione ci conforta durante la discesa. Le cataratte del cielo sembrava si fossero aperte per farci un dispetto.
Superato il Mantova sempre sotto un diluvio

Siamo quasi in fondo al vallone . Speriamo smetta.

Un mare di neve, grandine e acqua ci accompagnarono fino al Gabiet. Qui persino la funivia voleva fermarsi. Fortunatamente tutto andò bene e riuscimmo ad arrivare a Stafal senza altri problemi, l'acqua ormai ci usciva anche dalle orecchie. Anche questa è andata male ma sono pronto e mi preparo per la prossima volta.