lunedì 30 gennaio 2012

Anag, un nome che vuol dire grappa


Sempre in prima linea per la formazione
Pubblicato su Italia a Tavola  20 dic 2011
di Ernesto Mantegazza
L'Associazione nazionale assaggiatori di grappa e acquaviti è nata nel 1978 per promuovere un prodotto italiano d'eccellenza, che necessita d'essere tutelato. Quest'anno i suoi membri danno il via a un'altra stagione di corsi, finalizzati alla scoperta della grappa in tutte le sue sfaccettature
Quanta curiosità per i soci degustatori e per gli affezionati amici. Distillazioni che avvengono in piena notte sotto le stelle, assaggi che propongono abbinamenti inconsueti in mezzo ai vigneti dove le uve hanno ceduto le proprie vinacce per una nuova grappa da degustare con prodotti che sono legati alle stesse colline, cioccolati proposti da lontani paesi che si intingono in spiritosi liquidi, sigari e toscani che rilasciano voluttuose spire di profumi che, mischiati alla liquida signora, sviluppano sensazioni di incommensurabile piacere, formaggi che da strani luoghi con diverse abitudini si innaffiano nella migliore grappa italiana, le migliori miscele di caffè messe a confronto con un grande prodotto.

Dopo tutto questo, ancora tanto e di tutto. Non si finisce mai d'imparare, e il compito di Anag è proprio questo. Qui si troverà la voglia di approfondire la conoscenza ma sopratutto la sensorialità di quei prodotti che si abbinano al piacevole gusto e profumo della grappa. Continue escursioni attraverso il mondo delle nuove e passate eccellenze di cui è ricchissimo il nostro Paese, un sicuro sistema per permettere a tutti coloro che seguono l’associazione, di sentirsi come in viaggio verso mete nuove e immaginare un profumo di vacanza.

La continua voglia di miglioramento fa in modo che che vengano promossi corsi di assaggio, degustazione e ricerca, senza trascurare tutte quelle notizie che occorrono per capire la storia. Tutto questo per ribadire una precisa linea di lavoro, alla scoperta del territorio e di quanto lo circonda. Un invito a tutti per un confronto tra sapere, capire, imparare ciò che è grande e ciò che lo è di meno, ovviamente nel nome della grande grappa, di cui solo l’Italia si può fregiare e andare fiera.

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