mercoledì 27 marzo 2013

Voglia di andare e provare nuove sensazioni.

 
 
 
Spesso ci prende la voglia di vacanza e io, quando mi succede, non posso far altro che partire! Prendo, quindi, la palla al balzo e, su invito della famiglia Meloni di Alghero, m'imbarco sul primo aereo e via. All'aeroporto c'è Giovanna che mi aspetta. Trovarsi in mezzo al mare in Sardegna vuol dire entrare in contatto con gente fiera ed ospitale in una terra antica caparbia, selvatica ed indipendente strettamente legata alle sue tradizioni chiedo, perciò, di portarmi un poco a spasso alla scoperta del territorio par me ancora estraneo.
Partiamo così alla ricerca di nuove esperienze di cultura ed alimentare. Il clima è sempre mite, spazi aperti ed incontaminati. Si scopre una terra ideale per le coltivazioni dei frutteti e dei vigneti dove gli stessi sono caratterizzati da profumi ed aromi unici e di grande intensità.
 Sul territorio sorgono tantissimi piccoli (e non solo) appezzamenti di terreno curati con l'arte e la sapienza di un tempo, dove l'amore è quasi maniacale. Tantissime piccole vigne torte e radicate come ulivi alla terra dove le radici penetrano nella storia del luogo. Tutto intorno l'aria è caratterizzata da profumi ed aromi intensi dei frutti tipici. Sono colpito dalla bellezza delle vigne. Nel distrarsi a guardar vigne, ci siamo accorti di aver fatto una quarantina di chilometri, siamo alle porte di Sassari.
 Mi si propone di andare a visitare una piccola distilleria del posto, come posso rifiutare davanti a quello che è la mia passione? Quando giungiamo, ciò che scopro non è proprio una piccola distilleria: mi si presenta la famiglia Rau dalla quale riceviamo un'accoglienza riservata agli amici. Ci mostrano la zona vitata, gli impianti di distillazione e tutto l'insieme dell'azienda dandoci notizie sulla loro storia. Producono acquavite d'uva, di frutta e grappa di vinaccia tipica della Sardegna.
 La vinaccia viene sottoposta a una accurata selezione e poi distillata. Intanto il tempo passa traditore e le parole fanno venire sete e, pertanto, ci viene servito un rinfresco a base di grappa. Ci propongono un abbinamento di vino e grappa di Cannonau, La comparazione è splendida. Cosa dire del vino? Splendido. Ma la grappa? Ho voluto cosi degustarla con calma in compagnia del mastro distillatore. Durante la lavorazione, la vinaccia viene conservata in serbatoi d'acciaio inox coibentati e refrigerati. La distillazione avviene in alambicco discontinuo di bagnomaria a vapore in piccole caldaiette di rame. Parlare di limpidezza è superfluo, la sua luce parla da sé. Dal piccolo calice escono profumi di frutta matura, frutti di bosco e liquirizia, decisi sono i sentori di vinaccia.
Al palato è secca ma morbida e pulita, sempre fruttato di maturo con una impercettibile nota dolce di splendida delicatezza. Il retrolfatto e importante e persistente, molto complesso ma tipico del vitigno di origine: nell'insieme, con 42% di alcolicità, è un prodotto buono, veramente buono e fatto bene con una qualità costante ed equilibrata. Ci congediamo dalla famiglia ringraziandoli e non senza aver strappato un invito per il futuro.
 
Ernesto Mantegazza

venerdì 22 marzo 2013

Siamo in Primavera.

Finalmente il freddo è quasi finito, spuntano i primi fiori e le gemme si gonfiano sui rami. La primavera cancella l'ultima neve, ma non tutti si fidano delle temperature e del meteo.
Ecco che il "Gatto delle Nevi" rimane vigile e pronto all'ultimo scatto stagionale.


martedì 5 marzo 2013

Sinuoso, a tulipano e cristallino.



Il bicchiere perfetto per l’acquavite

http://www.italiaatavola.net/articolo.aspx?id=29291
 
 
La scelta del perfetto calice da degustazione risulta essenziale per sorbire appieno e godere della totalità dei bouchet e degli aromi dell’acquavite. Con il bicchiere sbagliato molte note olfattive non si percepiscono

Complessi, raffinati e sorprendenti sono i profumi che un buon distillato può sprigionare, ma sono estremamente difficili da cogliere anche per il naso più allenato, se la degustazione avviene utilizzando il bicchiere sbagliato.

Le note delicate si perdono, non vengono percepite, mentre i vapori alcolici aggrediscono le mucose nasali con la loro intensità.

È indispensabile quindi l’utilizzo di un bicchiere adatto e non solo per esigenze estetiche, comunque anch’esse importanti in un servizio impeccabile.

Il calice a tulipano stretto ed allungato, consente di mantenere il naso alla giusta distanza dal liquido. In questo modo si percepiscono all’olfatto gli odori e non il pungente dell’alcol.

È il bicchiere ideale per l’acquavite di vinaccia, permette infatti di cogliere tutte le sfaccettature negli aromi delle grappe di alta qualità.

Più panciuto il calice adatto alle acquaviti di frutta, il quale, restringendosi nella parte superiore, incanala e lascia confluire al naso anche le note più delicate e fini.

Da utilizzare soprattutto nella degustazione di acquaviti di pere e mele, albicocche e susine, lamponi e more.
 
Ernesto Mantegazza

 

A Stresa tre giorni con Gusto

E' con piacere che vi presentiamo la prima edizione de Il Giusto con Gusto, la Mostra Mercato Enogastronomica che si terrà a Stresa (VB), nella bella cornice del lago Maggiore, da venerdì 15 a domenica 17 marzo 2013.
Una manifestazione aperta al pubblico e dedicata agli appassionati gourmet che potranno assaggiare ed acquistare i prodotti enogastronomici esposti e partecipare a lezioni di cucina, convegni, proiezioni di film a tema, cene curate dagli Chefs dell'associazione Chic - Charming Italian Chef e molto altro.

lunedì 4 marzo 2013

La "Grappa" ma chi è costei ?

La grappa, ma chi è costei ? Se ci ponessimo questa domanda di sapore prettamente romantico, si potrebbe iniziare un dibattito sulla nascita di questo splendido e principesco distillato dai suadenti profumi e di grande nobiltà. Fortunatamente oggi è entrata a far parte dell'uso giornaliero anche nei locali più rinomati, facendo così sparire la cattiva nomina di essere stata per troppe volte accostata a bettole e osterie d'infimo ordine. Teniamo presente che i mezzi di distillazione erano molto approssimativi: si intuiscono allora e si comprendono come molte volte s'incontrassero prodotti sgradevoli e sgarbati. Oggi tutto questo è in sostanza scomparso, grazie alla migliore cura e scrupolosa attenzione al miglioramento della distillazione, da parte dei produttori e delle distillerie. È possibile pertanto dire, senza timore di essere smentiti , che la grappa è uno dei pochi prodotti il cui utilizzo si è esteso in ogni settore del pubblico, aumentando il consumo. Ma chi è costei? Altro non è che un distillato molto singolare. Nessun altro distillato al mondo, ottenuto dalle bucce degli acini d'uva, può fregiarsi della denominazione "Grappa", se non è stata ottenuta esclusivamente da vinacce di uve provenienti e vinificate in Italia; la conseguente distillazione deve essere tassativamente circoscritta nel territorio nazionale. La grappa nasce così già sulle vigne. È proprio lì che sono selezionate le uve migliori, le più profumate e di grande qualità, quelle che conferiscono il caratteristico aroma. Dopo la pigiatura si procede poi alla separazione del mosto dalle bucce. Queste denominate vinacce, in altre parole il derivato della produzione vinicola, sono inviate rapidamente alle distillerie. Quando quest'ultime giungono molto fresche, imbevute ancora di residui vinosi e molto profumate, diventano il presupposto per la produzione di una ottima Grappa. La capacità, l'esperienza e la conoscenza permettono poi al Mastro distillatore con la sua sensibilità di realizzareun grande prodotto, che sprigionerà tutte le caratteristiche del vitigno o vitigni utilizzati.

Ernesto Mantegazza