mercoledì 26 giugno 2013

Una calda degustazione.

Finalmente sono riuscito a scappare dalla calura cittadina, con i canonici quattro giorni di ferie, scappo al mare. Ricordando nella mente le note di "Una rotonda sul mare" mi parcheggio a Senigallia Due tuffi e poi a zonzo per le colline marchigiane.
Ci si lascia incantare da questi campi tutti colorati e squadrati tanto fossero arati da pittorici architetti. Cosi mi vado girovagando per paesini carichi di storia. Mi rammento immediatamente che in zona vive un personaggio splendido, conosciuto l'anno precedente ad un concorso, pertanto, decido immediatamente di andare a trovarlo: due telefonate e via... si parte. Sulle colline di Morro d'Alba, a circa 10 km dal mare, nella provincia d'Ancona, si coltivano i vigneti e gli oliveti di Stefano Mancinelli, in una zona dell'entroterra marchigiano particolarmente vocata.
L'incontro è all'insegna della cordiale amicizia tipica della zona, una stretta di mano e subito mi viene mostrata l'azienda. La superficie occupata (52 Ha) è per metà circa coltivata a vigneti specializzati per la produzione di vini a Doc. In azienda esiste anche un moderno frantoio, che permette la lavorazione immediata delle olive raccolte giornalmente e quindi la produzione d'olio extra vergine d'oliva.
 Un cenno particolare va riservato all'impianto di distillazione, primo nella regione Marche, dal quale si ottengono, distillando le vinacce freschissime della cantina, Grappa di Lacrima e grappa di verdicchio. L'obiettivo principale dell'Azienda Mancinelli è sempre la ricerca della qualità e l'esaltazione della tipicità dei prodotti, attraverso la cura e la selezione della produzione in campo e l'aggiornamento delle tecniche di trasformazione.
La nostra filosofia di produzione, mi confida Stefano, è che ciascun vino, ciascuna grappa e ciascun olio deve avere il gusto e il profumo dell'uva e delle olive con cui è fatto. Visitiamo la distilleria e sul posto assaggiamo alcuni suoi prodotti.
Mi soffermo però, ovviamente, alla grappa. Parecchie bottiglie mi vengono proposte, ma la decisione è difficile tra due etichette che vogliono concorrere a farsi assaggiare. Per non offendere i due distillati li provo entrambi. Alla fine però voglio tornare a degustare meglio la " Gocce di lacrima".Ottima scelta. La vista penetra nel calice e trova una cristallina limpidezza senza nessun tono di colore. Al naso un'intensità di vinaccia fresca ed aromatica carica di succhi, fragrante e delicatamente armonica, abbondante sentore di rosa e invadente viola, tipico questo del vitigno d'appartenenza.
In bocca sembra meno travolgente ma che si riprende facilmente tutti i sapori originari, anche questo risponde al vitigno, buoni sentori di frutta matura molto intensi e morbidi, forse troppo, buona finezza con giusta intensità. Nel finale ci si rende conto della grande persistenza anche del tenore alcolico di 42% che non ha mai disturbato ma che invece sulle papille ha sempre contribuito ad una morbidezza calda ed asciutta. Per concludere una lacrima di sicuro ma d'ottima soddisfazione e qualità.


Ernesto Mantegazza


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