martedì 1 ottobre 2013

ILLOGICHE ASPETTATIVE DI ENTRATE FINANZIARIE


Da "Il giornale dei distillatori"

DECRETATO L’AUMENTO DELL’ACCISA:

€ 905,51/ETTANIDRO DAL 10 OTTOBRE, € 920,31 DAL 2014, € 1019,21 DAL 2015

Stavolta l’aumento dell’accisa sugli alcolici e stato decretato davvero, ed e arrivato col botto con una complicata sovrapposizione di due decreti legge. Il risultato finale e che a decorrere dal 10 ottobre
l’alcole etilico pagherà un’accisa di 905,51 euro per ettanidro, che saliranno a 920,31 dal 1° gennaio prossimo e a 1019,21 dal 1° gennaio del 2015. Approvato dal Consiglio dei Ministri n. 23 del 9 settembre, il decreto legge e stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12 settembre, con il numero 104/2013. In mancanza di modifiche in sede di conversione in legge in Parlamento, l’accisa sul comparto delle bevande alcoliche si applichera cosi:

1) a decorrere dal 10 ottobre 2013:
a) birra: euro 2,66 per ettolitro e per grado-Plato;
b) prodotti alcolici intermedi: euro 77,53 per ettolitro;
c) alcole etilico: euro 905,51 per ettolitro anidro.

2) a decorrere dal 1° gennaio 2014: birra: euro 2,70 per ettolitro e per grado-Plato; prodotti alcolici intermedi: euro 78,81 per ettolitro; alcole etilico: euro 920,31 per ettolitro
3) a decorrere dal 1° gennaio 2015: birra: euro 2,99 per ettolitro e per grado-Plato; prodotti alcolici intermedi: euro 87,28 per ettolitro; alcole etilico: euro 1019,21 per ettolitro anidro.

A questi importi si e arrivati, in due fasi: prima l’inasprimento fiscale era stato imposto con un importo moderato, quello sancito con il decreto-legge cosi detto “salva Pompei”, dell’8 agosto
scorso, che avrebbe portato l’accisa sull’alcole etilico, dagli attuali 800,01 euro per ettolitro anidro, a
814,81 euro nell’anno 2014, e a 844,01 nel 2015. Poi e arrivata l’urgenza del secondo decreto-legge,
promulgato in tutta fretta il 9 settembre con il titolo programmatico “la scuola riparte”: ed i nuovi importi dell’accisa sono quelli che abbiamo scritto- Secondo il calcolo del governo, il gettito di questo appesantimento fiscale dovrebbe fruttare all’erario un gettito maggiorato di 400 milioni di euro, con i quali si prevede di finanziare le “disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il
rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo” promulgate con il decreto in questione (anche il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, nel corso di una conferenza stampa del 9 settembre, ha sottolineato che dai 400 milioni presunti di gettito dovrà uscire soprattutto la copertura
finanziaria relativa all’approvazione del Decreto legge sulla scuola). La previsione di un maggior
gettito che dovrebbe essere prodotto da questo provvedimento appare quanto meno velleitaria: come i nostri Lettori sanno bene, dal marzo 2012 si erano succeduti gia quattro tentativi, prontamente rientrati, di promulgare aumenti dell’accisa sugli alcoli che erano stati proposti con motivazioni di varia natura. Ma ogni volta, facendo bene i conti, i nostri governanti si erano accorti che quei conti non tornavano: non ha senso pretendere maggiori entrate da un settore il cui gettito fiscale e gia in vistosa flessione. Stavolta – al momento in cui questo Giornale va in tipografia – ancora nessuno dei nostri governanti ha fatto prevalere l’aritmetica sui pii desideri culturali. Si puo solo sperare che si riesca a farlo in sede di conversione parlamentare del decreto legge, ma l’aria che tira non induce all’ottimismo.

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