domenica 28 dicembre 2014

Grappa di Groppello - Az. Agricola Masserino - Puegnago del Garda



Distillata da una vinaccia che il territorio la riconosce come sua, questa grappa versata in un calice pronta ad offrirla,  si riflette in tutta la sua brillantezza. Al naso una pungenza alcolica molto forte ma che lentamente si allontana lasciando il posto a profumi molto delicati di grande conoscenza come il fruttato ed una vellutata spezia, ma con un’intensità troppo debole, dove l’eleganza è raggiunta appena. Il gusto è forse insufficiente nel manifestare la sua armonia di sapidità e di mandorlato. Il retroolfatto lascia una scia di caratteri poco marcati nascondendo la tipicità del vitigno. In contrapposizione il punto di 45% alcolici resiste. Le sensazioni olfattive superano quelle gustative. Nell’insieme è accettabile ma per gusti molto particolari e di scelta locale. La distillazione avviene fuori azienda.

Proferman

sabato 27 dicembre 2014

Grappa di Villanova - Tradizionale - Val di Rose

Duecento ettari sopra un piccolo altipiano chiuso tra le colline del Collio Goriziano, quasi in Slovenia, dove i vitigni della tenuta tradotti in mosto e vinacce ha saputo trasportare nel tempo la tradizione il sapore ed il profumo di questa terra. Questa grappa da noi assaggiata si presenta già da sola. Una limpidezza da invidia ci obbliga a mettere subito il naso consentendoci di recepire l’egregia qualità. Una catena di profumi sottili, disegnano un profilo aromatico d’eccellenza regalato da un’ottima materia prima. Il gusto è caratteristico dei vitigni usati, un dolcissimo erbaceo e miriadi di fiori bianchi che esaltano le papille, negandoci una pungenza di 43%. Una soddisfazione gustativa che ci trascina ad un retroolfatto, facendoci ripassare su un percorso già conosciuto ma che ci ricorda le eccellenti caratteristiche di base. Un’ottima degustazione.
 
Proferman

mercoledì 24 dicembre 2014

Scoperta da un’archeologa italiana a Cipro


 Una Distilleria dell'età del Bronzo

La prova certa che gli antichi praticavano la distillazione è emersa da uno scavo diretto dall’archeologa italiana Maria Rosaria Belgiorno: a Pyrgos, sulla costa meridionale di Cipro, operava nell’età del bronzo una autentica distilleria altamente specializzata, dotata di un grande alambicco con innumerevoli vasi e flaconi per la selezione dei distillati e delle sostanze aromatiche da miscelare (si praticava anche una sorta di “blending”).
Risale a quattro millenni fa, ma per ora non sappiamo con certezza che producesse acquaviti: la materia prima principale erano fiori ed erbe, e ne uscivano in abbondanza soprattutto profumi e farmaci. Forse si distillavano anche vino e vinacce. Del resto, il nome di Cipro è rimasto gloriosamente legato ai profumi nell’arco dei millenni, fino a oggi.
Quella distilleria operò alacremente fino all’anno 1850 a.C., quando crollò per un devastante terremoto. Ma sotto le sue macerie si sono conservati i frammenti dei frantoi, del vasellame contenente ancora tracce degli oli essenziali e degli alambicchi, restituiti tutti dallo scavo diretto dall’archeologa italiana. Una scoperta particolarmente ghiotta, per i lettori di questo Giornale, è la presenza certa, in quella distilleria, di vinacce e vinaccioli.
Ma i prodotti distillati non erano destinati al consumo da bocca, ha ammonito Maria Rosaria Belgiorno nella conferenza di presentazione presentazione del suo libro sullo scavo da lei diretto (“Il profumo di Cipro”, Gangemi Editore, uscito a fine estate): al massimo, l’alcole così distillato poteva servire a esaltare l’effetto farmacologicodi alcuni preparati erboristici, o l’intensità dei profumi estratti dai fiori. Se proprio si dovesse ipotizzare un consumo da bocca, spiega la Belgiorno, dovremmo pensare ad una modalità di uso paragonabile a quella di sostanze stupefacenti, somministrate ritualmente in occasione di cerimonie esoteriche o religiose. Però – sottolinea  l’archeologa – le tracce della presenza di vino, vinacce e vinaccioli ci sono, e concrete, in quella antica distilleria.
Lo scavo cipriota diretto dalla Belgiorno ci ha fruttato la prova più clamorosa della pratica della distillazione praticata in antico nel Mediterraneo orientale. Ma testi letterari e scientifici già abbondavano, e abbiamo anche qualche reperto archeologico che, con un’attenta ricostruzione, rivela la forma di un alambicco (il più antico risale al quarto millennio a.C.).
Era una nozione ampiamente diffusa che erano stati gli Arabi ad insegnarci la distillazione: ci vengono dalla lingua araba parole come alcol, chimica e alchimia, zucchero, alambicco (per quanto, alambicco è parola passata dal greco antico all’arabo: lambix era, in greco, un flacone). In realtà, gli scienziati arabi hanno il merito di avere ripreso, salvato e tramandato fino a noi questa antichis-sima sapienza, che si sarebbe altrimenti perduta dopo il tracollo culturale delle invasioni barbariche e del Medio Evo: agli Arabi, del resto, siamo debitori anche di averci tramandato la dottrina aristotelica, la matematica algebrica, ed altri saperi altrimenti smarriti. Ma il ritrovamento di vinacce e vinaccioli in quella distilleria – abbiamo chiesto in una breve intervista a Maria Rosaria Belgiorno – vuol dire che nell’età del bronzo si distillava vino e si produceva acquavite? “No, questo non possiamo ancora dirlo. Pensiamo piuttosto che il vino e l’olio riscaldati servissero ad estrarre da erbe e fiori le sostanze aromatiche, da passare poi in alambicco per la produzione dei profumi”. Ma vino e vinacce si distillavano o no, in quegli alambicchi di 4000 anni fa? “Questa è un’ipotesi plausibile, ma ancora non ne abbiamo la certezza.
Tuttavia, nella distilleria di Pyrgos una giara di vino era posizionata proprio vicino ai frammenti di due apparecchi distillatori. Attualmente ho in programma un’operazione di archeologia sperimentale, una prova per capire cosa potesse venir fuori da un’ipotetica distillazione del genere”. Proprio con quegli alambicchi? “Ne abbiamo riprodotto alcuni modelli, copiando quelli che abbiamo ricostruito mettendo insieme i frammenti restituiti dal nostro scavo. E funzionano! Hanno distillato per alcune ore.

Ernesto Mantegazza da il "Giornale dei Distillatori" Scialpi Editore

sabato 20 dicembre 2014

Grappa di Mùller Thurgau - Az Agr. Pojer e Sandri


All'analisi visiva del prodotto si è subito attratti da una buonissima brillantezza. Al naso si viene coinvolti da una meravigliosa sensazione di note floreali, una leggerissima salvia, fieno e gelsomino che ci fanno promessa di un'esame gustativo di grande qualità. In bocca si ritrovano esattamente le sensazioni attese, delicate note floreali di un'estrema armonia che donano al distillato qualità di eccellenza. Anche al retroolfatto ci troviamo di fronte ad un ritorno dotato di estremo equilibrio dominato dalle madesime gia riscontrate fragranze. Sicuramente una grappa di qualità che, con i suoi 48%, lascia trasparire un'apprezzata alcolicità con grandi profumi e gran gusto quasi a volerci coinvolgere in un'altro assaggio.
 
Proferman

sabato 13 dicembre 2014

GRAPPA LUGANA INVECCHIATA - Distilleria Peroni.


 Si presenta  una grappa di color giallo ambrato molto brillante. Al naso è intensa, con profumi di vaniglia, cioccolato, caramello, frutta sotto spirito, fine e priva di difetti. In bocca risulta armonica, con retrolfatto fine. Spiccano le caratteristiche del vitigno Gardesano.  Riconfermando i profumi percepiti al naso con una leggera tendenza frutta seca e vaniglia, una percezione di dolce. Si fa riconoscere come una grappa di ottima qualità.  Buona la chiusura con rilascio profumato di miele e liquirizia sostenuta la persistenza. Non disturbano e 42% Vol.

martedì 2 dicembre 2014

Grappa di Barolo - Minervaj




Attratti da una triangolare bottiglia e dai bagliori di dorati e morbidi riflessi, ci cattura la voglia di provare questa grappa che si dichiara elevata in botti di rovere, con una gradazione alcolica di 43%. Il senso olfattivo ci fa riconoscere subito il carattere del nebbiolo che si esprime in modo ampio ed intenso sia nei profumi che nella morbidezza. In bocca una meravigliosa ed imponente armonia di morbidissime sensazioni, un'intensità di gusto dolcissimo e caldo che nasconde quasi totalmente la forza del grado. Un continuo susseguirsi di sapori che giocano nel palato, nascondendosi tra loro e riapparendo sempre sotto nuove vesti. la retropersistenza accompagna per lungo tempo rammentandoci in continuazione tutte le sue ottime qualità. Una grappa veramente buona.

Proferman

Un libro d'autore - Marino Damonti

Non può mancare un buon testo, "Il libro completo della Grappa" di Marino Damonti edito da Istituto Geografico DeAgostini. Marino è un noto e bravo assaggiatore oltre che splendido chef e maitre bresciano (Maitre dell'anno 2007 al Vinitaly di Verona) dove nelle cantine del suo ristorante sono gelosamente conservate oltre 4000 bottiglie di grappe che formano la più grande collezione esistente. Il suo libro ci porta in un viaggio alla conoscenza di un distillato che viene sempre di più amato. Marino ci aiuta a conoscere, degustare ed a valorizzarne l'importanza. Ci parla di storia, di lavoro e lavorazione, di classificazione, la degustazione, le regole legislative e la regionalità della grappa. Marino ci accompagna attraverso le sue 101 grappe alla loro scelta organolettica, ad un commento e ad una valutazione esaminandone tutti i particolari; questo per aiutarci a capire la sensorialità ed orientarci verso una scelta consapevole.

giovedì 27 novembre 2014

Valtellina. un grande piatto.

Aggiungi didascalia
Anche oggi è andata bene. Ottimi Pizzoccheri, ma non quelli degli ammalati o quelli riservati a chi intende dimagrire, ma quelli con vero burro (parecchio) formaggi d'alpe in quantità e sicuramente non manca l'aglio. Il vino ? un buon Inferno.


domenica 23 novembre 2014

A tutte le donne


 

Anche a Natale ricordiamoci che se siamo in dolce attesa
STOP ALL'ALCOL

Degustazione della grappa "Biologica" di Domenis





Per un corretto esame dell’insieme, si inizia con la valutazione delle sensazioni visive versando circa 30 ml di grappa in un bicchierino da circa 60-80 ml a forma di tulipano (gli assaggiatori professionisti dispongono di apposito bicchiere personale) e quindi esprimendo una valutazione sulla limpidezza (cristallina o brillante). Per questa grappa non viene richiesto l’esame della tonalità in quanto è perfettamente incolore. Si passa quindi alle valutazioni olfattive fiutando i profumi che si sprigionano dalla grappa e che normalmente vengono classificate in tre gruppi di sensazioni:

a) INTENSITÁ (ricca e generosa)
b) FINEZZA (incantevole, sublime)
c) FRANCHEZZA (schietta, sicura, immediata).

Nel particolare si può rilevare, inizialmente, una fragrante sensazione di fiori di prato seguita da una gradevole percezione di fruttato alla quale poi si sovrappone una gustosa impressione di erbaceo.Si conclude, infine, con le importanti valutazioni gustative e gusto-olfattive sorseggiando, in più riprese e sempre dallo stesso bicchierino, piccole quantità del distillato, per individuare le sensazioni che si possono apprezzare in questa grappa e che di solito vengono associate in quattro gruppi che vengono descritti più avanti. Per una corretta degustazione si introducono in bocca, lentamente, pochi millilitri (4-5 ml, pari ad un cucchiaino di caffè) di grappa, la si espande su tutta la cavità orale con il risultato immediato di attivare le ghiandole salivarie; la si trattiene in bocca per una decina di secondi (con il doppio risultato ottenibile con la saliva di una moderata diluizione e di una correzione della pur equilibrata acidità della grappa, sostanzialmente neutra) e quindi si deglutisce. Dopo qualche istante aspirare, con la bocca, una boccata d’aria e dopo pochi secondi espirarla, con il naso, ottenendo così un coinvolgimento anche delle papille olfattive ubicate nella “soffitta” del naso. Si avrà quindi una risultante di sensazioni gusto-olfattive veramente piacevole, persistente ed armoniosa. Ognuno potrà definire con termini personalizzati semplici queste sensazioni oppure, dopo un po’ di esercizio e di studio, con appropriata terminologia già utilizzata da assaggiatori professionisti esposta, a livello di proposta, tra le parentesi in corrispondenza di ogni valutazione. Dopo questi suggerimenti “operativi”, per ogni gruppo di sensazioni si suggeriscono le aggettivazioni indicate tra le parentesi:

a) ARMONIA (perfetta, incantevole)
b) INTENSITÁ (ottimale, piacevole)
c) FINEZZA (soave, fruttata)d) PERSISTENZA (prolungata, centrata).

In particolare si può rilevare una iniziale sensazione di fruttato seguita da una gradevole percezione amaricante, alla quale si sovrappone una gustosa sensazione di erbaceo. Dopo alcuni minuti il retrogusto si evidenzia con la piacevole sensazione del “palato pulito” che invita a ripetere la degustazione.Con questa presentazione, la DOMENIS si è prefissata lo scopo di contribuire a “far cultura” sulla grappa ed in particolar modo su questa GRAPPA “BIOLOGICA” ancora sconosciuta ai consumatori e di difficile produzione (in Friuli solo la DOMENIS produce QUESTA GRAPPA).Le sensazioni che questa grappa offre, sono davvero uniche ed appaganti e chi l’ha degustata, anche se dissente su alcune aggettivazioni suggerite, ne è rimasto sempre entusiasta e attende l’occasione per ripetere la degustazione, in una atmosfera adeguata in compagnia di amici e per commentare con loro le sensazioni percepite.

martedì 18 novembre 2014

Piacere di Calabria

Arrivati i primi Clementini da Corigliano, dallo scatolone un delicato profumo sollecita i villi nasali. Non è possibile ignorare questo splendido "sole" calabrese! Ne rubo subito uno e me lo gusto con calma! Ora il pensiero vola a quante cose posso fare con queste meraviglie. Tantissime idee sono già in laboratorio. Da oggi si apre il laboratori delle mie eccellenze.

sabato 15 novembre 2014

Grappa di Moscato di Pantelleria - Distilleria Giovi






Grappa brillante, quasi cristallina. Al naso si presentano molti profumi con una leggera se non quasi nessuna pungenza d’alcol. E’ immediata la straordinaria presenza aromatica; i sentori, della pesca e d’altri frutti maturi e caldi, esalano un profumo intenso, dolciastro ma non stucchevole. Aroma fine e pulito. Al gusto riappare subito la dolcezza morbida, senza aggressività d’alcol, è armonica e persistente. Il retroolfatto riporta ancora i sentori del suo aroma primitivo, la tipicità delle uve zibibbo isolane spiccano in tutta la loro vulcanica bontà. Ancora i frutti,  e sul fondo una nota di caramella che induce ad un ricordo di passita memoria. Un distillato che esprime tutta la qualità della terra nativa.

 

lunedì 3 novembre 2014

LA GENISIA - Grappa di Bonarda - Torrevilla





Una simpatica bottiglia che presenta una grappa giovane e che all'occhio si manifesta limpida e brillante con riflessi diamantini. Al naso i profumi sono eterei ma molto intensi, fini, fanno riconoscere dolcezze di marasca e mora caratteristici del vitigno originale. Il sapore è secco ma contemporaneamente il palato rimane sufficentemente e delicatamente morbido si sviluppa ardentemente e si propone caldo. I sapori ed i profumi si abbracciano in una leggera sensazione varietale. Ottima l'intensità. Al retrogusto è persistente e si caratterizza con una personalità spiccata ed in un armonico connubio. I ricordi sono quasi tutti ben consolidati. Una alcolicità piacente di 42% ci rende quasi soddisfatti.


Ernesto Mantegazza

lunedì 27 ottobre 2014

Una serata di tutto rispetto

DEGUSTAZIONE GRAPPA – DISTILLERIA PILZER

Tutto inizia da una idea di papà Vincenzo che nel 1956 decide di fondare una distilleria a Faver nel cuore della Valle di Cembra, conosciuta come valle di Distillatori più o meno regolari. Nel 1983..., Bruno, diede nuova spinta all'innovazione con coraggio rivoluzionario sia nella distilleria che nelle Grappe. Più tardi anche Ivano, con il suo carico di entusiasmo entra a far parte della squadra. Nel 2001 inaugurano la nuova sede a Portegnac, poco fuori Faver. Luogo silenzioso, che nasconde gelosamente una parte di storia della Valle di Cembra: antico luogo d'acqua e di spirito.
Con la presenza di Bruno Pilzer, questa serata è dedicata all’arte di un antico mestiere, alla passione e alla conoscenza che ci portano ad assaggiare preziosi distillati.

In degustazione:
acquavite di Albicocca
acquavite di Pere Williams

grappa di Traminer aromatico
grappa di Moscato giallo
grappa di Schiava

grappa Del Mé d'or invecchiata

Infine l’ultimo calice in degustazione sarà una sorpresa…

In abbinamento :
Formaggio Taleggio - Cioccolato bianco, cioccolato fondente 70% e 90%, crostata di frutta

Verrà inoltre offerto al termine della serata un assaggio di risotto alla zucca sfumato con la grappa di Moscato giallo

E’ necessaria la prenotazione

Info e prenotazioni al 0234690988 - info@alcolichealchimie.it
Altro...

martedì 21 ottobre 2014

Raggio di Sole

Tenuta San Giorgio - Cassina d'Agno (Ch)



Mi sono divertito con questo Sauvignon Bianco prodotto con uve provenienti in parte da un angolo del vigneto di Cassina d'Agno accarezzato dal primo raggio del sole in parte maturate ...in vigneti più giovani a Sessa. Vinificato ed affinato in barriques, è un vino bianco ben corposo, molto fruttato e con i profumi tipici del Sauvignon. Una acidità di tutto rispetto e chiude con un finale molto lungo. L' ho accompagnato con del pesce di lago, essendo sulla zona perfetta.
Probabilmente lo avrei gradito anche con un buon risotto, ma mi riprometto di riassaggiarlo alla prossima occasione.

lunedì 20 ottobre 2014

Acquavite di Barolo stravecchia - Distilleria Montanaro-




Una grappa molto limpida che si presenta con il tipico colore paglierino dovuto al lungo invecchiamento, al naso subito di alta intensità, presenta fini richiami ai profumi caratteristici del vitigno, una consistente presenza di sentori tannici. Alla bocca una buona finezza ed una spigolatura pungente e particolare senza però infastidire e sconvolgere l’armonia. Una presenza costante di liquirizia, prugne secche e viola appassita , una velatura di vaniglia e tabacco. Sul finale è la persistenza che domina con i ritorni di legni molto ben fusi con la tipicità del vitigno, lunghi appaiono i ricordi di cacao e un dolce miele. Buona e ben fatta. Una copertura alcolica a 45% di tutto rispetto. 

Ernesto Mantegazza

lunedì 13 ottobre 2014

Grappa di Moscato - Distilleria Gualco -


 

Ottima la brillantezza nel calice. Ha tutta la vivacità della grappa giovane di vinaccia vergine, la fermentazione effettuata per portare il prodotto alla distillazione permette di evolvere i profumi e di farli sprigionare con un'intensità ideale e ben amalgamati, compositi tra cui un piacevole sentore di salvia. Nell'insieme determinano una buona franchezza. Al primo sorso, leggerissima sensazione di bruciore che tende a regredire subito lasciando posto ad un ottimo equilibrio di dolce e di amaro; risulta fine e fragrante ma sopratutto molto persistente e, nonostante una impercettibile "sfumatura" che disturba ma in dissolvenza, lascia una gradevole nota di tipica sensazione retroolfattiva di salvia e rosa. Si presenta ottimamente con una gradazione di 42% ben supportati.

Ernesto Mantegazza

sabato 11 ottobre 2014

Grappa di Nebbiolo Riserva - distilleria Beccaris


Nel bicchiere, la brillantezza e il colore ambrato creano subito una certa attesa, mentre una piacevole sensazione di morbidezza e di profumi suadenti pervadono i sensi prima del tempo. Il tutto si conferma immediatamente lasciando emergere le note del legno e della vaniglia e si presentano sfumature diverse che evolvono mano a mano che il distillato respira. L'aroma è intenso ed i profumi sono certamente eleganti, non c'è nessuna aggressività al primo sentire. In bocca ritornano la morbidezza e la fragranza del legno ed il gusto è persistente, il ritorno di note di note dolciastre e profumate invitano ad un nuovo assaggio. la tipicità di un vitigno pregiato e l'invecchiamento conferiscono al prodotto qualità a tutto tondo.


Ernesto Mantegazza

giovedì 9 ottobre 2014

Un suggerimento


E' verissimo, siamo nel pieno della stagione enologica ed ovviamente in contemporanea i camini cominciano a fumare. Parlo dei camini delle distillerie che da sempre ci mostrano per poco tempo i loro pennacchi di vapori. Non sono fumi tossici come qualcuno vorrebbe farci credere. Se solo ci si ragionasse sopra, scopriremmo che ci sono dei profumi che si spargono nell'aria. Profumi di vinacce, di fiori e di frutta. Anche di sudore, se vogliamo, di chi ha lavorato sulla terra e sulle vigne lasciando e dimenticando tutti gli sforzi sopportati. Non dimentichiamoci di tutto ciò e andiamo ad onorare tutti i nostri giovani distillatori ma anche quelli che giovani non lo sono più, ma che ci hanno lasciato una storia importante da leggersi tra le degustazione della nostra amata Grappa. Andiamo a visitare le nostre distillerie.

Ernesto Mantegazza

mercoledì 8 ottobre 2014

Miali - Acquavite di mele - Dist. F.lli Rau


Un Acquavite giovane di mele Miali, tipiche e particolari della Sardegna.Nel calice si presenta limpida e cristallina. Al naso è immediata la percezione della finezza dei suoi profumi, in primo piano sentiamo subito inconfondibile la mela seguita da note floreali e speziate, un leggero e morbido sentore di mandorla. In bocca si apprezzano tutti gli stessi aromi del primo momento, una leggera aggressività di alcol riporta ai suoi 40%. Leggermente amarognolo il richiamo di mandorla con prevalenze speziate. Molto complessa al retroolfatto ma piacevolmente originale, sufficientemente armonica e persistente. Chiude l’assaggio un lungo ritornare di aromi eleganti e molto suadenti.


Ernesto Mantegazza

martedì 30 settembre 2014

CONSENTITA LA CESSIONE DI VINACCE TRA DISTILLERIE


 

Dopo una lunga consultazione con le Amministrazioni competenti, l’AssoDistil ha ottenuto dal
 
 
Ministero delle Politiche Agricole l’autorizzazione alla cessione di vinacce per usi non industriali tra distillerie autorizzate. Tale autorizzazione pone fine alle annose e pesanti problematiche legate alla gestione e alla movimentazione delle vinacce da parte delle distillerie produttrici di Grappa, che si trovano sempre più spesso nella condizione di ricevere quantitativi di vinacce superiori all’effettivo fabbisogno. Ciò anche in considerazione del fatto che al momento del ricevimento delle vinacce, le distillerie non sono in grado di sapere quanta parte di prodotto finito il mercato riuscirà ad assorbire, soprattutto a causa dell’ormai strutturale crisi economica con conseguente contrazione della domanda. La cessione delle vinacce è autorizzata solo per le vinacce che saranno destinate ad usi commestibili e non industriali. La cessione di vinacce da destinare ad usi industriali sarà esaminata successivamente dall’amministrazione, che tuttavia sembra orientata ad ammettere eventuali richieste in tal senso da esaminare esaminate dalla ICQRF caso per caso. Resta comunque ferma la possibilità di procedere con un contratto di conto lavorazione.
 
 

sabato 27 settembre 2014

Le Diciotto Lune - Dist. Marzadro


 
Ecco un distillato che si impone alla "grande" , subito con una trasparente e calda tonalità ambrata. Avvicinandola al naso si lascia catturare da seducenti profumi che si intensificano e si agitano armonicamente come una farfalla che nasce. Al gusto è un'esaltazione di sapori dove si riconoscono tutti i vitigni utilizzati e le essenze delle barriques da invecchiamento che interagiscono creando un matrimonio di sensazioni avvolgenti dove la vaniglia, il cioccolato, la rosa canina, regalissime spezie ed un leggero ma setoso miele, si scatenano dopo aver riposato per 18 lune in un ambiente ovattato. Il tocco finale,....non c'è!. Il continuo rinnovarsi del persistere di tutte quelle sensazioni già provate con sicurezza, ci aiuta solo a creare un'atmosfera velata, dolce e romantica. Lasciarsi prendere per mano e sognare questi splendidi irresistibili 41% . Ottima.

Ernesto Mantegazza

venerdì 26 settembre 2014

Ron Zacapa Centenario



 


Approdiamo con curiosità su un Rum Guatemalteco di 23 anni, alla mescita il calice si lascia circondare da una luce ambrata con riflessi contemporanei di mogano e rame La meraviglia però esplode con i profumi, complessi e sontuosi, un' appena percettibile punta alcolica si dissolve lasciando una miriade di eleganze che si riconoscono nei sentori di frutta secca, caramella d'orzo, sensazioni di un ricordo muschiato e salmastro. In bocca un gusto di grande equilibrio ma ancora di grande complessità. Il palato si esalta con evocazioni di sapori rotondi e tenui con dolcezze che portano al legno al cioccolato, e bilanciati che volano verso il tabacco e alla vaniglia con una punta di liquirizia difficili da dimenticare. Il finale è lunghissimo avvolgente e non si lascia dimenticare. 40,5 gradi che si sposano in modo eccezionale con un ottimo sigaro. Una gradevole soddisfazione.
Ernesto Mantegazza

lunedì 22 settembre 2014

DISTILLATO DI UVA AMERICANA-Azienda Agraria Cantonale di Mezzana - Ch-


Decisamente cristallina. Al naso risulta è sufficientemente intensa e spiccata aromaticità, esprime freschezza come da caratterizzazione del vitigno. Il sapore porta al seguito una dolcezza che lentamente si trasforma in una nota amara che ossigenando tende ad allontanarsi. Molto spiccata la sensazione costante ed insistente di uva dove fa capolino un lieve sentore di tralcio di vite, rimane costantemente fragrante nel suo insieme anche se un tocco di rosa appassita lascia pensare. Il finale è ben strutturato con un ritorno continuo di fragola e uva matura.

Ernesto Mantegazza

lunedì 8 settembre 2014

Un bel servizio

Molto difficile trovare un bar dove le grappe vengono esposte in questa maniera. Sicuramente indice di piacere ma sopratutto offrire quanto più possa essere gradito, ma ovviamente per un amante del nostro distillato..........viva la grappa ed in alto lo spirito.

Aperitivo


Meravigliosa serata con un'aperitivo che merita qualcosa...
L'altra sera alla nostra enoteca di fiducia, ci siamo veramente "immersi" in una degustazione di qualcosa di diverso. Il buon Giancarlo si è attivato in un miscuglio al quale noi gli abbiamo ovviamente fatto la "festa" Qualcuno aveva una bottiglia di ottimo Ron che ha portato da assaggiare (era ottimo, veramente una delizia). L'avanzo nelle mani del barman è stato trasformato, con l'aggiunta di ingredienti che non ci sono stati svelati, in un pregiato aperitivo. Non lasciamoci ingannare dalla presenza del Lime, non è e non vuole essere una copia del famoso bicchiere Brasiliano, tutt'altra roba. Sono gli altri componenti che ci interessa scoprire. Abbiamo quindi pensato di ritornare a riassaggiare quanto propostoci. Ora dobbiamo però convincere l'amico del Ron a presentarsi al bar con una nuova bottiglia, e noi a cercare di scoprire la composizione per rigiudicare l'operato di Giancarlo. Ciao ed arrivederci al bar.

sabato 2 agosto 2014

UNA GIORNATA DI PIOGGIA


 

Non so più cosa pensare, ogni volta che decido di camminare un poco, piove, oppure piove, ma se per caso fa bel tempo e decido di partire, dopo poco piove. Credo che se continua così il mio zaino rimarrà appeso al chiodo. Mi aspetto che almeno per i prossimi mesi la pioggia mi lasci i pace. Quando in montagna il maltempo ci sorprende ci lascia solo un poco scontenti delle perturbazioni che ci "aggrediscono" in quanto ci si deve poi muovere con attenzioni particolari, occorre pensare ed accettare a quanto ci offre la montagna in quel momento che se pur sempre meravigliosa ci costringe a limitare i nostri raggi d'azione. Il sentirsi bagnati ci crea una sensazione di continuo disagio, sicuramente non potendo cambiarsi di continuo ci obbliga quasi a rinunciare alla nostra passeggiata. Si trovano però posti dove ci si possa anche asciugare. Splendida questa botte adattata da alcuni locali a "spogliatoio". Ecco queste sono le cose che poi ci fanno sentire appagati da quel poco che siamo riusciti a rubare alla non bella giornata
 
Ernesto

mercoledì 30 luglio 2014

Amor di Piemonte

 

 
Terra di numerosi prodotti tipici, dell’ottima cucina ottimi vini e soprattutto delle nostre amate meravigliose grappe. Una delle più grandi tradizioni sono, infatti, la viticoltura, che risale fin dai tempi degli antichi Greci e dei Romani, i quali cominciarono a portare vini di qualità in questa regione, le radici si sono presto consolidate specialmente nelle Langhe, nel Monferrato nell’Astigiano propagandosi poi su tutto il territorio e ricoprendo le colline che offrivano garanzie di qualità e prestigio, dove il clima, il terreno e l’uomo stesso hanno fatto raggiungere i risultati che noi ora abbiamo la fortuna di apprezzare. Sono veramente parecchi i distillatori che vanno alla ricerca delle vinacce piemontesi, per mezzo delle quali sono stati ottenuti vini tra i migliori d’Italia. Ricordiamo soprattutto il barolo, barbaresco, la barbera, e i profumatissimi moscati e brachetto ma senza scordare tutti gli altri, dai quali dopo aver distillato le loro vinacce, si ottengono delle acquaviti che ci ammaliano con gusti e profumi intensissimi. E che dire poi dei prodotti? Sicuramente tutti conoscono il dolcissimo famoso e rinomato cioccolato gianduia, che ha origine nel torinese e col quale possono essere proposti abbinamenti molto interessanti, partendo da un buon barolo chinato, sino ad arrivare a ciò che più c’interessa: la grappa. Provare per credere! Una buona grappa affinata od invecchiata, distillata dagli innumerevoli vitigni classici di questa meravigliosa regione, sono per il nostro palato una vera delizia. Se volessimo invece affrontare un abbinamento ancora più particolare, ma con esiti altrettanto squisiti, potremmo tentare con un filetto di manzo piemontese, una carne particolarmente tenera e succulenta, ed accompagnarlo con una salsa alla grappa di cabernet prevalentemente coltivato nelle province di Novara ed Alessandria. Potremmo così assaporare gusti nuovi, valorizzando solo quello che risponde alla tipicità di questo territorio, in un connubio che fino ad ora si è tentato ben poco ma che oggigiorno comincia ad essere veramente molto interessante ed a fare gola a parecchi gourmet.

Ernesto Mantegazza

giovedì 10 luglio 2014

Grappa di nebbiolo di Carema - Distilleria RevelChion


Sicuramente una grappa limpida, trasparente, cristallina. All’olfatto si presenta molto fine e persistente, ampia e franca; ricorda il sentore dei frutti di bosco con predominio assoluto di prugna ciliegia e violetta. In bocca è calda, carezzevole, armoniosa anche se manifesta indubbie doti di aggressività riconoscibili nei 45 punti alcolici che sono di sua pertinenza. Le note dolci sono ben bilanciate e piacevoli. Una grappa giovane che esprime la freschezza delle vinacce da cui deriva. Il finale è persistente e lascia ricordi di vinacce estratte ancora grondanti di vino e che lasciano gradevoli conferme organolettiche.

 
Ernesto Mantegazza

sabato 21 giugno 2014

Distillato d'Albicocca - Distilleria Dellavalle R.

 





Nel calice si presenta con un colore bianco e cristallino. Al naso i profumi sono molto intensi e raffinati, primaverili e dolci, nettamente fruttati. si denota una piena corrispondenza con il frutto ed una leggera presenza di mandorla e nocciolo che ben si inseriscono nel complesso bouquet che non disdegna la finezza e la morbidezza. Alla bocca un sapore seccamente morbido ed armonico ci accompagna ad una degustazione veramente di “frutta”. Una piccola e nascosta nota di cannella ci suggerisce anche un pizzico di noce moscata. La piena corrispondenza naso-palato ci presenta un finale molto lungo con piacevoli ritorni di albicocca mandorla e miele. La nota primaria si fonde in un piacevole insieme di morbido ed avvolgente grado alcolico di 40% ma che ci induce a lasciare ossigenare il distillato per alcuni minuti per permettere che si sviluppino ulteriormente le sue note aromatiche.

 Ernesto Mantegazza

lunedì 2 giugno 2014

La grappa al servizio della cucina.


Spesso si sente dire che quella volta, in quel tal ristorante si è mangiato bene. Questo sulla base di considerazioni più o meno approfondite. Gli aspetti che ci portano a dire di essere stati soddisfatti sono molteplici, innanzitutto per il cibo: freschezza e qualità dei prodotti, qualità e metodo di cottura , finezza del piatto completo. E' importante poi il servizio che dobbiamo considerare sotto molteplici sfacettature. Infine, per ultimo ma non per importanza, la grappa ed i distillati. Questi hanno una grande voce in capitolo. Subito allora ci si lascia catturare dal pensiero di tutti quelli che operano nell'enogastronomia. A chef e camerieri che quotidianamente calpestano quel territorio riservato alla cucina dove l'alimento , la grappa, ed i distillati la fanno un poco da padroni. Questi operatori dovranno però sempre ricordare che siamo in Italia, paese che vanta una cultura, dell'uva e dei suoi derivati, invidiabile. Magistralmente sviluppata in una produzione da primato sia dal punto di vista della quantità, che da quello di cui forse andiamo più orgogliosi, della qualità. Se la cucina talvolta è intelligentemente definita un'arte, la produzione della grappa e distillati non sono da meno. Dobbiamo conoscere e far conoscere questi prodotti della nostra terra. Quando questi accompagnano il piatto che esce dalla cucina, lo chef sa e sente che il suo piatto "così è perfetto", in realtà se sapientemente sfruttato l'abbinamento di questi nettari, portano ad un'esaltazione del piatto ottenendo un pregevolissimo risultato. Al seguito però può avvenire che ad un piatto pregiato, al servizio venga proposto un abbinamento "sbagliato"; allora la situazione si complica, il piatto risulta sgradevole il e la grappa altrettanto facendo torto alla gradevolezza di entrambi. Necessita allora essere a perfetta conoscenza degli accostamenti, delle tipologie, dei suddetti prodotti; infatti il loro ruolo è molto importante nella preparazione e degustazione dei piatti. E' fondamentale quindi conoscerli approfonditamente per poterli utilizzare al meglio. Vorrei inoltre rammentare che spesso l'elemento che si utilizza per la preparazione di ricette è proprio la grappa. Conoscendola a fondo è possibile sapere quali caratteristiche troveremo nel distillato che aggiungeremo come ingrediente alla ricetta; o meglio, in base ai profumi, ai sapori, al colore ed ad altri fattori, che si vorrà ottenere.
Si potrà scegliere quale è quella che corrisponde alle aspettative per ottenere un risultato fedele a quello pensato in principio, senza dover ripiegare ed accontentarsi di un piatto simile a quello previsto. Ecco allora che diventa utile, e quasi obbligatorio, preparare il proprio bagaglio di sapere frequentando l’Anag - Assaggiatori grappa ed acquavite. Frequentare i corsi per assaggiatori ( consistenti in due livelli di lezioni; al termine, previo esame, conseguire la patente) partecipare alle degustazioni che si svolgono su tutto il territorio nazionale organizzate dalle varie sezioni provinciali. Il gioco vale sicuramente l'acquisizione di un bagaglio culturale e professionale. Rispondendo a quanti vorrebbero chiedere quale utilità potrebbe avere un corso di questo tipo per la cucina, la sala o addirittura per se stessi, vorrei rispondere che grazie alle degustazioni che si effettuano durante il corso, vengono allenati e si sviluppano i sensi olfattivo e gustativo, si esercita il cervello a interpretare le percezioni dei sensi e a distinguerli e riconoscerli. Saper misurare in modo eccellente ma istintivo l'equilibrio dei sapori. Mi sembra giusto ed indispensabile parlare dei pregi della nobile e spiritosa bevanda che da tempo caratterizza l'Italia con la speranza di rendere tutti i lettori consci della grande risorsa che il nostro paese offre.
 

 Ernesto Mantegazza

venerdì 23 maggio 2014

GRAPPA DI RUCHE' - riserva 2001 - Antica distilleria di Altavilla -


 
Certo che mi ero veramente dimenticato di questa bottiglia nascosta in fondo ad un armadio. Ho pensato carino e gentile invitare alcuni amici e assaggiare questo prodotto per dare la nostra opinione su questo "vecchio" distillato. Una grappa che ci ha sorpreso in tutto e per tutto. La sua veste è semplicemente riconducibile ad antiche tradizioni sull'utilizzo del vetro. Il suo colore è meravigliosamente ambrato con sfumature di luce scintillante. Quello che però ci stimola alla sua degustazione sono quei meravigliosi profumi che sprigiona. Leggera è la sensazione di pungenza alcolica che reputo quasi insignificante sebbene la sua promessa di aver quarantacinque gradi. Sensazioni fini e delicate coprono una gamma di profumi che ci lasciano incantati e che ci elaborano immagini ed emozioni e che ci rimandano a riconoscere un sentore di rosa che ci evoca passione e spiritualità. Così intriganti che ci obbligano a sorseggiare subito questa grappa. Anche qui si esprime in modo molto fine, bisogna lasciarci trasportare dai molteplici sapori che questo distillato porta con sé. I trascorsi nel legno, che si è onorato dell'invecchiamento, ci lasciano una calda sensazione di vaniglia, qualche punta speziata e un sottilissimo sentore di tabacco, dolce, caldo e che si fa ricordare piacevolmente con persistenza nel finale. Sicuramente una splendida bottiglia che non ci permette di parlare troppo di lei, ma di farsi ascoltare dolcemente nel calice e assaporarla nel migliore dei modi. Questo è quanto consiglio per questa grappa che, mi ha e ci ha soddisfatto veramente molto.

Ernesto Mantegazza

giovedì 22 maggio 2014

Cuntàcc! -Cru 1990 - Distilleria Dellavalle


 

Prodotto che si presenta con ottima luce di trasparenza e tonalità. All'olfatto si propone subito forte e austero con una leggera pungenza che si dissolve in breve. I profumi, che ci riempiono il naso di sensazioni vere ed antiche, sono di tutto rispetto con la loro fine intensità. L'utilizzo di vinacce miste impegna così una degustazione che va sempre più alla ricerca di quei sapori nascosti tra le sensazioni delle vinacce aromatiche e morbide, e quelle forti di corpo strutturato che si trovano nella tipicità dei vitigni locali. La sensazione di legno con i suoi sentori esalta la ricerca della vaniglia e delle spezie, che si mischiano con una morbida salvia ed un erbaceo di buona qualità. Senz'altro una grappa per amanti e conoscitori del territorio ma che sicuramente sarà apprezzata anche da assaggiatori attenti ed amatori del genere.
Ernesto Mantegazza

lunedì 19 maggio 2014

Grappa di Buttafuoco . Antica distilleria "Il Montù"



Proprio nel cuore dell'Oltrepò Pavese, nasce questo splendido distillato, ricavato da un insieme di vinacce di storici vitigni locali: croatina, uva rara, barbera ed un insieme di uve varie. Questa giovane grappa si presenta con una limpidezza cristallina. Al naso viene accolta da un avvolgente profumo di sensazioni calde, aromi fini e seducenti che si accompagnano ai sentori della delicatissima confettura di rosso ribes, mischiati a speziate sfumature. Al palato una punta alcolica, ardente ma non fastidiosa. Il gusto è forte, robusto, molto corposo e coinvolgente che trasmette sicuramente emozioni. Al retroolfatto ritornano persistenti le caratteristiche delle vinacce di bacca rossa. Una sensazione dolciastra che fa riconoscere un'alcolicità di 45%.

Ernesto Mantegazza

giovedì 15 maggio 2014

Grappa di Marzemino - Az. Agricola Masserino


Una grappa invecchiata che si presenta con una limpidezza invidiabile e con una tonalità ambrata da invecchiamento veramente notevole. Un prodotto locale ben curato. Al naso si propongono le note caratteristiche del vitigno, i profumi fruttati giocano nascondendosi dalla prepotenza floreale dove la violetta non vuole essere una cenerentola, una punta di alcol che disturba un pò, ma solo un po’, legno e vaniglia non si fanno attendere, un piccolo tono di tabacco. In bocca un poco di sentore vinoso di troppo ma i sapori sono senz’altro decisi e pieni con una fragranza che non disdegna, più alto il legno, e un punto di spezia, un miscuglio di fruttato rosso a completare. Al retro olfatto ritorna tutto quanto si era già scoperto. Necessario un riassaggio per togliere qualche pensiero sull’alcolicità che si riconosce con i suoi 45%.Nell’insieme sicuramente buona e accettabile.


Ernesto Mantegazza

giovedì 1 maggio 2014

ABBINAMENTI

Vi assicuro che passare una serata alla ricerca di abbinamenti culinari con la grappa non è così semplice come sembra. Spesso gli abbinamenti vengono fuori da soli, senza particolari problemi, altre volte invece non si arriva mai al bandolo della matassa.  Questa volta non abbiamo fatto fatica, vi suggerirei di provare e poi sappiatemelo dire. Questa serata è stata provata ed approvata con un distillato d'uva Malvasia sorseggiato con una focaccia che al suo interno richiudeva una quantità quasi esagerata di "ciccioli". Uno splendido salame di "Varzi" che voleva riconoscersi proprietario del territorio. Della malvasia che dire? Una pluri premiata in molti concorsi, anche essa territorialmente splendida. Una gustosa e graditissima degustazione legata all'oltre Po Pavese.
L'amico Tonalini si è gentilmente prestato a fornirci i suoi pensieri sulla serata e naturalmente fornendoci la meravigliosa acquavite che è prodotta da "Il Montù"

Ernesto

martedì 15 aprile 2014

lunedì 31 marzo 2014

Morsi di luce - Florio - Distillato da Trapas


Girovagando tra le enoteche abbiamo intravvisto questa bottiglia che ci ha incuriosito. Per inventare un nuovo assaggio si trovano subito quattro amici e dunque ci siamo apprestati immediatamente a dare un parere su questa grappa. Preparati i calici subito la mescita ci ha consigliato di attendere un poco di tempo prima dedicarci alla degustazione, ci eravamo accorti che necessitava di una preventiva ossigenazione. A tempo scaduto ci siamo subito apprestare a tuffare il nostro naso nel calice. Visivamente limpidissima. Siamo stupiti nel trovare una struttura alcolica molto contenuta 40% quasi insignificante. Al naso però risulta elegante con un equilibrio importante che miscela una splendida aromaticità dove i profumi fanno riconoscere la vinaccia distillata. Intensamente fruttato riconoscibile l'albicocca e pesca dolce e fiori di sambuco un tocco di melone si scorge sul fondo. Al palato si presenta sicuramente pieno e sufficentemente morbido, sulla lingua scorrono sensazioni che definiscono il vitigno che sprigiona salvia, sambuco, miele ed una nota di cedro, una punta di dolcezza che però non è assolutamente stucchevole. Il finale non appare molto lungo ma si fà delicatamente notare, il ritorno dei profumi e dei sapori si stagliano abbastanza bene ci si lascia catturare da delicate sensazioni di frutta sciroppata e di vaniglia. Una grappa che ci stà bene sul carrello con altre di importanza.un distillatore a cui la fama lo rende sempre tra i primi. Da riassaggiare.
Ernesto Mantegazza

giovedì 20 marzo 2014

Una serata con "MISS"



 
L'altra sera sono andato a cena  al "Villa Verde" di Origgio, dove Simone è sempre pronto a fare festa con gli amici e proporre dei grandi piatti per la gioia sua ma sopratutto nostra.  Oltre ad un menù particolare che ci ha offerto, ci sottopone anche una bottiglia che ci ha meravigliato.   Un "Ghemme"  2001 prodotto da Rovellotti, viticoltore in Ghemme.  Un vino nasce dalla vinificazione di uve scelte di Nebbiolo e Vespolina. Poi riposa in grandi o medie botti di rovere per almeno due anni e poi fatto affinare in bottiglie per almeno nove mesi.  Quando poi si porta in tavola appare di uno splendido rosso granato ed esplode con  un profumo di lampone e violetta. Il sapore è asciutto, sapido ed aromatico. Un grande vino per grandi pietanze ma non solo.  Difatti poi ci dicono che questo vino  accompagna una grande manifestazione.  Osserviamo allora l'etichetta e scopriamo tutto.  Si chiama "Miss" , riporta il nome "Lago d'Orta" e " Il Consorzio Cusio Turismo per  Miss Italia" Che dire altro su questa bottiglia? Una cosa però non bisogna dimenticare,  l'autrice dell'etichetta altri non è che Natali la moglie di Simone già affermata pittrice. Non abbiamo scordato poi di fare "la festa" a Natali, ed ovviamente farci  offrire un'altra bottiglia.
Ernesto Mantegazza

mercoledì 19 marzo 2014

OTTANTOTTO BARRIQUES - Dist. Luigi Francoli


 
 
Una serata di degustazione passata con il dott. Alessandro Francoli  ci ha permesso di assaggiare un prodotto che ci ha veramente stupiti e meravigliati. Abbiamo degustato la "OTTANTOTTO BARRIQUES" , una grappa che racchiude nel suo nome e nel suo gusto una storia famigliare di vita. Ottantotto sono gli anni passati dalla prima distillazione della Francoli in Ghemme. Lo stesso numero viene riconosciuto dal numero delle barriques che Luigi comperò in un'unica soluzione. Oggi sono ancora attive e rispecchiano la filosofia dei Francoli. Il risultato ci è apparso splendido, un distillato che si mostra con una grande intensità di riflessi dorati ed ambrati. I profumi al naso sono innumerevoli e fini, si sentono i nobili sentori della frutta passita che tende a mischiare la fresca confettura con la candita riconoscibile da un tenue e armonioso agrume. In bocca si impone prepotentemente con un grado alcolico di 43.5% che non nasconde la dolcezza dell'invecchiamento e che con la sua lunga permanenza rende vellutata la sensazione di vaniglia un delicato punto di tabacco e di foglie di te, e continuamente la frutta candita sulla lingua.
 
 
Nel retro olfatto ci rifà percorrere tutta la gamma di sentori già riconosciuti lasciando spiccare un punto di pepe. La persistenza continua imperterrita ad essere presente con un calore apprezzabilissimo.
Abbiamo lasciato molto poco nella bottiglia, abbiamo voluto assaggiarla e riassaggiarla molto bene, quel poco rimasto ci è bastato appena per fare una foto alla bottiglia, dopo di che l'abbiamo terminata dicendoci: ottima, peccato, ce ne vorrebbe un'altra.

 
 Ernesto Mantegazza

domenica 9 marzo 2014

IL GUSTO DI TAPPO È........................

IL GUSTO DI TAPPO È PRODOTTO DAL NASO

Quel sentore di muffa e di rancido che è l’incubo dei produttori di tappi di sughero ha finalmente
un responsabile che è stato inequivocabilmente identificato: lo crea il naso stesso, nell’atto di annusare. In realtà, secondo quanto accertato da uno studio giapponese, il fenomeno si deve alla presenza di uno dei più famigerati contaminanti del vino, il 2,4,6-tricloroanisolo. Eppure, tale contaminante è inodore. La scoperta dei ricercatori giapponesi ha tuttavia dimostrato che la molecola del 2,4,6-tricloroanisolo, una volta penetrata nel naso, agisce come inibitore di talune cellule olfattive, il cui mancato intervento finisce per alterare la sensibilità del sistema olfattivo e gustativo. Il sentore di tappo nasce appunto da questa alterazione olfattiva, e non esiste in sé: se non c’è un
naso alla ricerca di aromi, non c’è nemmeno il gusto di tappo.


 Pubblicato su: GIORNALE DEI DISTILLATORI - febbraio 2014 - periodico mensile.

sabato 8 marzo 2014

Un Brandy di alta classe.


Non si poteva attendere troppo, ieri sera dopo il primo assaggio, la bocca era colma di sapori e avevo voglia di soddisfare le richieste  delle papille, Tornato dall'amico Simone, titolare del "Villa Verde" di  Origgio dove ormai da tempo è divenuto il nostro punto di incontri  per divertirci ad assaporare tutto ciò  che reputiamo di eccellenza.  Il Brandy  che abbiamo provato  l'altra sera  ci era veramente piaciuto, ed i suoi anni ma sopratutto i suoi "vapori" ci hanno sviluppato la curiosità sotto ogni punto di vista.  Addirittura contattato il produttore per avere delle "soffiate".  Sicuramente il fatto di essere stato distillato nel 1974 faceva crescere la curiosità.  Scopriamo che la distilleria Montanaro nel 2006  è entrata in possesso di questo Brandy  prodotto da Aurelio Ravetto di Bussoleno, locata in Val di Susa . Distilleria ormai chiusa da parecchio tempo.  Un prodotto che a suo tempo è stato dimenticato in qualche angolo buio delle cantine per più di trent' anni.  Una meravigliosa ed indubbia fortuna  ritrovare questo spettacolo di prodotto ricavato da vini locali, di bassa gradazione ma sicuramente con un'acidità meravigliosa.  Un simile tesoro non poteva essere svilito da una eccessiva riduzione di grado e pertanto è stata vincente il mantenimento ai suoi 52 gradi. Vincente è sicuramente la gradazione che permette l'espressione di una qualità elevatissima.  Un grande equilibrio olfattivo e gustativo  con espressioni di potenza  ben accettata senza mai essere troppo agressiva .  Dopo così tanti anni  il distillato è stato messo a riposo nelle bottiglie nel 2008. Il giudizio è sicuramente molto positivo ma consiglio di assaggiarlo perchè si abbia la certezza  e la sicurezza che sia un grande prodotto.
Ernesto Mantegazza

8 marzo

Un caro pensiero augurale a tutte le mie amiche e a tutte le donne. Il cuore batte per Voi.