lunedì 31 marzo 2014

Morsi di luce - Florio - Distillato da Trapas


Girovagando tra le enoteche abbiamo intravvisto questa bottiglia che ci ha incuriosito. Per inventare un nuovo assaggio si trovano subito quattro amici e dunque ci siamo apprestati immediatamente a dare un parere su questa grappa. Preparati i calici subito la mescita ci ha consigliato di attendere un poco di tempo prima dedicarci alla degustazione, ci eravamo accorti che necessitava di una preventiva ossigenazione. A tempo scaduto ci siamo subito apprestare a tuffare il nostro naso nel calice. Visivamente limpidissima. Siamo stupiti nel trovare una struttura alcolica molto contenuta 40% quasi insignificante. Al naso però risulta elegante con un equilibrio importante che miscela una splendida aromaticità dove i profumi fanno riconoscere la vinaccia distillata. Intensamente fruttato riconoscibile l'albicocca e pesca dolce e fiori di sambuco un tocco di melone si scorge sul fondo. Al palato si presenta sicuramente pieno e sufficentemente morbido, sulla lingua scorrono sensazioni che definiscono il vitigno che sprigiona salvia, sambuco, miele ed una nota di cedro, una punta di dolcezza che però non è assolutamente stucchevole. Il finale non appare molto lungo ma si fà delicatamente notare, il ritorno dei profumi e dei sapori si stagliano abbastanza bene ci si lascia catturare da delicate sensazioni di frutta sciroppata e di vaniglia. Una grappa che ci stà bene sul carrello con altre di importanza.un distillatore a cui la fama lo rende sempre tra i primi. Da riassaggiare.
Ernesto Mantegazza

giovedì 20 marzo 2014

Una serata con "MISS"



 
L'altra sera sono andato a cena  al "Villa Verde" di Origgio, dove Simone è sempre pronto a fare festa con gli amici e proporre dei grandi piatti per la gioia sua ma sopratutto nostra.  Oltre ad un menù particolare che ci ha offerto, ci sottopone anche una bottiglia che ci ha meravigliato.   Un "Ghemme"  2001 prodotto da Rovellotti, viticoltore in Ghemme.  Un vino nasce dalla vinificazione di uve scelte di Nebbiolo e Vespolina. Poi riposa in grandi o medie botti di rovere per almeno due anni e poi fatto affinare in bottiglie per almeno nove mesi.  Quando poi si porta in tavola appare di uno splendido rosso granato ed esplode con  un profumo di lampone e violetta. Il sapore è asciutto, sapido ed aromatico. Un grande vino per grandi pietanze ma non solo.  Difatti poi ci dicono che questo vino  accompagna una grande manifestazione.  Osserviamo allora l'etichetta e scopriamo tutto.  Si chiama "Miss" , riporta il nome "Lago d'Orta" e " Il Consorzio Cusio Turismo per  Miss Italia" Che dire altro su questa bottiglia? Una cosa però non bisogna dimenticare,  l'autrice dell'etichetta altri non è che Natali la moglie di Simone già affermata pittrice. Non abbiamo scordato poi di fare "la festa" a Natali, ed ovviamente farci  offrire un'altra bottiglia.
Ernesto Mantegazza

mercoledì 19 marzo 2014

OTTANTOTTO BARRIQUES - Dist. Luigi Francoli


 
 
Una serata di degustazione passata con il dott. Alessandro Francoli  ci ha permesso di assaggiare un prodotto che ci ha veramente stupiti e meravigliati. Abbiamo degustato la "OTTANTOTTO BARRIQUES" , una grappa che racchiude nel suo nome e nel suo gusto una storia famigliare di vita. Ottantotto sono gli anni passati dalla prima distillazione della Francoli in Ghemme. Lo stesso numero viene riconosciuto dal numero delle barriques che Luigi comperò in un'unica soluzione. Oggi sono ancora attive e rispecchiano la filosofia dei Francoli. Il risultato ci è apparso splendido, un distillato che si mostra con una grande intensità di riflessi dorati ed ambrati. I profumi al naso sono innumerevoli e fini, si sentono i nobili sentori della frutta passita che tende a mischiare la fresca confettura con la candita riconoscibile da un tenue e armonioso agrume. In bocca si impone prepotentemente con un grado alcolico di 43.5% che non nasconde la dolcezza dell'invecchiamento e che con la sua lunga permanenza rende vellutata la sensazione di vaniglia un delicato punto di tabacco e di foglie di te, e continuamente la frutta candita sulla lingua.
 
 
Nel retro olfatto ci rifà percorrere tutta la gamma di sentori già riconosciuti lasciando spiccare un punto di pepe. La persistenza continua imperterrita ad essere presente con un calore apprezzabilissimo.
Abbiamo lasciato molto poco nella bottiglia, abbiamo voluto assaggiarla e riassaggiarla molto bene, quel poco rimasto ci è bastato appena per fare una foto alla bottiglia, dopo di che l'abbiamo terminata dicendoci: ottima, peccato, ce ne vorrebbe un'altra.

 
 Ernesto Mantegazza

domenica 9 marzo 2014

IL GUSTO DI TAPPO È........................

IL GUSTO DI TAPPO È PRODOTTO DAL NASO

Quel sentore di muffa e di rancido che è l’incubo dei produttori di tappi di sughero ha finalmente
un responsabile che è stato inequivocabilmente identificato: lo crea il naso stesso, nell’atto di annusare. In realtà, secondo quanto accertato da uno studio giapponese, il fenomeno si deve alla presenza di uno dei più famigerati contaminanti del vino, il 2,4,6-tricloroanisolo. Eppure, tale contaminante è inodore. La scoperta dei ricercatori giapponesi ha tuttavia dimostrato che la molecola del 2,4,6-tricloroanisolo, una volta penetrata nel naso, agisce come inibitore di talune cellule olfattive, il cui mancato intervento finisce per alterare la sensibilità del sistema olfattivo e gustativo. Il sentore di tappo nasce appunto da questa alterazione olfattiva, e non esiste in sé: se non c’è un
naso alla ricerca di aromi, non c’è nemmeno il gusto di tappo.


 Pubblicato su: GIORNALE DEI DISTILLATORI - febbraio 2014 - periodico mensile.

sabato 8 marzo 2014

Un Brandy di alta classe.


Non si poteva attendere troppo, ieri sera dopo il primo assaggio, la bocca era colma di sapori e avevo voglia di soddisfare le richieste  delle papille, Tornato dall'amico Simone, titolare del "Villa Verde" di  Origgio dove ormai da tempo è divenuto il nostro punto di incontri  per divertirci ad assaporare tutto ciò  che reputiamo di eccellenza.  Il Brandy  che abbiamo provato  l'altra sera  ci era veramente piaciuto, ed i suoi anni ma sopratutto i suoi "vapori" ci hanno sviluppato la curiosità sotto ogni punto di vista.  Addirittura contattato il produttore per avere delle "soffiate".  Sicuramente il fatto di essere stato distillato nel 1974 faceva crescere la curiosità.  Scopriamo che la distilleria Montanaro nel 2006  è entrata in possesso di questo Brandy  prodotto da Aurelio Ravetto di Bussoleno, locata in Val di Susa . Distilleria ormai chiusa da parecchio tempo.  Un prodotto che a suo tempo è stato dimenticato in qualche angolo buio delle cantine per più di trent' anni.  Una meravigliosa ed indubbia fortuna  ritrovare questo spettacolo di prodotto ricavato da vini locali, di bassa gradazione ma sicuramente con un'acidità meravigliosa.  Un simile tesoro non poteva essere svilito da una eccessiva riduzione di grado e pertanto è stata vincente il mantenimento ai suoi 52 gradi. Vincente è sicuramente la gradazione che permette l'espressione di una qualità elevatissima.  Un grande equilibrio olfattivo e gustativo  con espressioni di potenza  ben accettata senza mai essere troppo agressiva .  Dopo così tanti anni  il distillato è stato messo a riposo nelle bottiglie nel 2008. Il giudizio è sicuramente molto positivo ma consiglio di assaggiarlo perchè si abbia la certezza  e la sicurezza che sia un grande prodotto.
Ernesto Mantegazza

8 marzo

Un caro pensiero augurale a tutte le mie amiche e a tutte le donne. Il cuore batte per Voi.