sabato 28 marzo 2015

Un gusto particolare

Considerando che mi avete richiesto la ricetta della mia ultima cenetta, ve la giro di tutto cuore con buon assaggio.

700 gr. di filetto di maiale, 2 mele bianche, 1 cucchiaio di mele di montagna, 1 cucchiaio di senape forte, 70 gr. di burro, 3 scalogni, 2 bicchieri abbondanti di grappa (che sia buona mi raccomando) olio evo sale e pepe.

Mescoliamo bene il miele e la senape e successivamente spalmare il filetto e disporlo in una pirofila, unire l'olio con metà burro e gli scalogni sbucciati ed affettati molto finemente, un poco di sale e pepe. Mettere tutto in forno a 200 °C per circa 20 minuti. A metà cottura girare la carne e bagnarla con metà grappa. Nel frattempo sbuccire le mele e privarle del torsolo e affettarle. In una padella sciogliere il resto del burro e rosolare le mele per qualche minuto (5)  bagnarle con la grappa rimasta. Continuiamo ancora per qualche minuto (per gestire la cottura a proprio piacere)  con fuoco molto vivace. Servire il filetto a fettine coperto dal proprio "sugo" ed a lato appoggiarvi le mele.
A me sono piaciute tantissimo! Fatemi sapere il vostro parere.  Opss dimenticavo, il vino: quello che gradite maggiormente ma attenzione alla qualità.

domenica 22 marzo 2015

Acqua di Giori - distilleria Giori Gilsa

Nell'osservare una bottiglia che si presenta vestita di un colore argenteo, suggerendoci come deve farsi conoscere un prodotto millesimato, si resta favorevolmente colpiti. Nel calice la limpidezza mette in evidenza l'argentina luce. All'olfatto i suoi profumi emergono tra fiori bianchi, banana e pera, in un ampia intensità eccessivamente pungente, ma franca. Si propone con discreta eleganza, accompagnata da percezioni di noci e albicocche. Si chiama "acqua", ma al gusto si è assaliti da una pungenza alcolica un poco accentuata e una leggera sensazione amarognola, nell'insieme però abbastanza fine. Nel retroolfatto torna il ricordo di mandorla abbinata a sensazioni floreali e fruttate, caratteristiche dei vitigni di marzemino e teroldego. La persistenza è veramente ottima, con una punta alcolica per i sui 40%.

mercoledì 18 marzo 2015

Dalla vigna alla grappa, organizzazione della cantina in montagna.


 

Nell'organizzazione dello spazio nelle case contadine è pensata e realizzata per la conservazione di alcuni importanti alimenti. E' un locale seminterrato  con i soffitti a volta e poco luminoso, ideale per garantire il giusto grado di umidità e temperatura. Solitamente venivano conservati in quanti ambienti i formaggi i salumi  ma soprattutto le botti per il vino. La coltivazione  della vite e la relativa produzione del vino ha occupato un ruolo di fondamentale importanza nelle economie montane. I metodi di coltura della vite sono andati trasformandosi negli anni.  In Ossola, il tradizionale impianto era quello definito a "topia". I terrazzamenti  meglio esposti al sole venivano destinati  a vigneti;  su di essi erano posizionate le strutture di sostegno (in pietra)  per il pergolato, solitamente con pali di castagno. La topia, recentemente sostituita dai filari, aveva il grande vantaggio di permettere l'utilizzo del terreno sottostante che veniva impiegato per la coltivazione  della segale o per la produzione di foraggio. Le cure per il ciclo annuale  della produzione della vite iniziavano generalmente a marzo con la potatura delle piante  e proseguivano durante la primavera e l'estate  con periodici  trattamenti antiparassitari, resi necessari  a seguito della diffusione della peronospora.  A completa maturazione  dei grappoli d'uva, nei mesi di settembre ottobre, si procedeva con la vendemmia. Effettuato il raccolto, l'uva dapprima  veniva pigiata a piedi nudi in grandi tini di legno per la fermentazione. In seguito il vino era estratto attraverso una spina posizionata sul fondo del tino per essere poi conservato nelle botti di legno e da li direttamente spinato per il consumo quotidiano.  Le vinacce rimanenti,  invece , venivano dapprima portate nei torchi quasi sempre comuni per estrarre gli ultimi succhi  ed infine ancora utilizzate e sfruttate negli alambicchi per ottenere quel meraviglioso prodotto che è la grappa.

lunedì 9 marzo 2015

Alla ricerca del bere bene.


Attraversare il confine svizzero mi viene sempre facile, sopratutto per andare alla ricerca di qualche Merlot particolarmente curato e di splendida fattura. Questa volta però ho "sbattuto" in rosso direi quasi geniale.
"Estro",  un vino scovato da Gialdi vini a Mendrisio (Ch),  un nome che incuriosisce e che mi induce ad assaggiare la sua poi certa bontà.  Quattro uve vinificate separatamente Syrah (34%); Petit Verdot (31%); Merlot (24%); Cabernet Franc (11%), ed  assemblate poco prima dell'imbottigliamento.  Vinificazione  bordolese e poi lasciato maturare in barriques francesi  per circa 18 mesi .  Alla mescita si presenta con un colore rosso bordeaux carico, profumi intensi ed armoniosi, sentori di frutta a bacca nera come la mora, il mirtillo e il ribes nero accompagnati da note floreali come la viola, e sfumature di liquirizia, cioccolato nero e chiodi di garofano. Al palato è molto fresco e fruttato,  ben strutturato. i tannini sono dolci e ben maturi, un ottimo insieme di magiche sensazioni,  il finale si presenta molto elegante  lungo e persistente. Penso che sia da conservare per parecchio tempo visto le sue capacità, ma purtroppo non ne ho più.  Tornerò felicemento in Svizzera. Non solo per una passeggiata.

Grappa di Cartizze - Dist. De Negri F. & C.


 

Alla vista si presenta cristallina e brillante con un tenue riflesso paglierino. Al naso si offrono delle fragranze fini ed eleganti con un corredo aromatico floreale che lo rende uno tra i vitigni più importanti del Veneto. Note leggere di rossa ciliegia e profumi di finocchietto selvatico. Al gusto una piacevole morbidezza calda, vellutata e rotonda con un leggero tocco di cacao. Il suo passaggio in botte di ciliegio per l'affinamento, gli conferisce una particolare amabilità. Buona e curata la distillazione che ne esalta la qualità. Il suo 42% forse sparisce troppo presto, ma regala un grande bouquet di profumi.