giovedì 4 febbraio 2016

Domenis 1898



COMUNICATO STAMPA

 
Inizia un nuovo corso per l’ultracentenaria distilleria Domenis, nel segno del rispetto della tradizione unita al rinnovamento.

Il Friuli mantiene – grazie alla nuova proprietà – una delle sue imprese di spicco e uno dei marchi più prestigiosi, icona dei distillati made in Italy nel mondo.

Nuovo corso e nuove importanti prospettive per lo storico marchio DOMENIS® e per la prestigiosa distilleria di Cividale del Friuli che, dopo le vicende ormai note e sfociate con un’enorme pretesa tributaria, torna protagonista del mercato dei distillati di alta qualità come “DOMENIS 1898® srl”.

Un nuovo corso nel segno della continuità e della tradizione dovuto al fatto di aver mantenuto a Cividale la struttura – permettendo dunque al Friuli Venezia Giulia di preservare una delle sue aziende di maggior prestigio e fama – e nel contempo aver tutelato quel patrimonio di sapienza e di cultura distillatoria ultracentenaria della famiglia Domenis.

Rimane così nello staff dell’azienda anche Cristina Domenis - quarta generazione della famiglia di grappaioli - che fino a pochi mesi fa aveva gestito con meritato successo l’impresa e che, apprezzati i progetti e gli impegni dagli acquirenti, con entusiasmo si è gettata nella nuova avventura preservando il legame della distilleria con le sue più autentiche radici.

“A differenza di altri famosi brand che negli ultimi anni hanno ‘preso il volo’ verso l’estero – afferma Alain Rubeli, amministratore unico di “DOMENIS1898® srl” l’azienda rimane saldamente in Italia, garantendo la continuità della filiera e assicurando al consumatore il mantenimento dell’eccellenza che ha da sempre caratterizzato i prodotti DOMENIS®. Ci siamo innamorati di questa realtà straordinaria e stiamo alacremente lavorando per rilanciare e far diventare ancora più apprezzati e diffusi i prodotti DOMENIS®”.

Investiti dunque svariati milioni e offerti tredici posti di lavoro ai dipendenti della distilleria - che saranno inseriti nella nuova realtà aziendale - si sta lavorando a spron battuto sul progetto di sviluppo che continuerà a far leva sugli invidiabili valori della tradizione, del made in Friuli e del made in Italy, ma con uno sguardo tutto rivolto al futuro per strategie e novità.

Ricostituita e rafforzata la rete di vendita, ridisegnato il sistema distributivo ma soprattutto riposizionati i prodotti DOMENIS® tra cui spicca la famosa “STORICA®– prodotti realizzati con le migliori vinacce Friulane e con uno straordinario impianto in rame discontinuo – si stanno delineando anche importanti novità di prodotto e di marketing che verranno svelate nei prossimi mesi.

La prima, assoluta novità, sarà presentata al pubblico già in occasione della prossima edizione di Vinitaly.

mercoledì 3 febbraio 2016

Imolaoggi.it


Con un’operazione chiamata “Mamma mia”, l’Ispettorato repressione frodi (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, coordinato dalla Procura di Trani e in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha bloccato di un vasto e collaudato sistema di frode nel settore oleario tra Puglia e Calabria: è stata fermata la commercializzazione di oltre 2.000 tonnellate di olio extravergine di oliva falsamente fatturato italiano, per un valore di oltre 13 milioni di euro. Otto gli indagati, accusati di frode agroalimentare e di reati fiscali.

Gli investigatori dell’Icqrf hanno accertato che negli anni 2014 e 2015 sono state commercializzate come olio 100% italiano oltre 2 mila tonnellate di olio extravergine di oliva proveniente invece da Spagna e Grecia. Il complesso sistema di frode prevedeva il ruolo di imprese “cartiere” pugliesi e calabresi che emettevano documenti falsi sull’origine italiana dell’olio extravergine di oliva, in realtà spagnolo o greco, che tramite artifizi e triangolazioni documentali arrivava presso ignari soggetti imbottigliatori già designato come Made in Italy, pronto per il confezionamento e la distribuzione sul mercato. I soggetti coinvolti smaltivano poi l’olio non italiano attraverso vendite fittizie a operatori compiacenti, anche esteri, per farne perdere le tracce. Gli omologhi organismi di controllo esteri – interpellati dall’Unità Investigativa Centrale dell’ICQRF – hanno confermato la fittizietà delle operazioni di vendita, confermando le ipotesi investigative.L’ICQRF e la Guardia di Finanza di Andria, Crotone e Gioia Tauro ha così eseguito 16 sequestri e 12 perquisizioni.

Nel corso dell’operazione è stata sequestrata un’ingente mole di documentazione e anche materiale informatico, attualmente al vaglio degli investigatori dell’Icqrf. Le partite di falso olio 100% italiano sono state rintracciate tramite la documentazione di vendita: le quote ancora residue saranno ritirate dal mercato mediante un articolato sistema di richiamo dei prodotti irregolari.