martedì 22 marzo 2016

Canton Ticino


Tre Soli Tre




Ho portato con me la tua bottiglia
 di Grappa distillata con passione
 e competente amore.
 Ed ora che son solo nel silenzio
 del tormentato mondo della notte
 dove i pensieri fuggono e ritornano
 dove le ore corrono
 e rallentano il passo
 in momenti  interminabili
 dove la ricerca di me
 avviene nel labirinto
 disegnato dalla vita
 è questa tua bottiglia
 a darmi compagnia
 conforto ed allegria.
  E' questa tua bottiglia
 che mi riporta a casa
 tra le mie vecchie cose
 le carte abbandonate
  le opere iniziate
 e mai più terminate.
 E' l'aria del mio paese
 oltre la grappa
 nella tua bottiglia
che non ha pretese
 di cambiar la vita
 ma aiuta a vivere.
 Con la sua onesta offerta
 di quanto, distillato
 mi lega al Monferrato.

Oreste Bisazza Terracini

lunedì 21 marzo 2016

Revel Chion ed il Canavese


Boschi e laghi, colline e monti, antichi castelli e gentilizie dimore. All'orizzonte la splendida Serra di Ivrea, lussureggianti  vigneti  anche eroici: questo  è il Canavese,  un angolo di mondo incoronato dallo splendido parco del Gran Paradiso, che pare lontanissimo dalle grandi città, ma che invece è vicinissimo a Torino e facilmente raggiungibile da Milano attraverso l'autostrada che porta in Valle d'Aosta. Qui ad una fucilata da Ivrea, sorge la cittadina di Chiaverano che conserva l'aspetto di un borgo medioevale adagiato ai piedi della Serra, la diritta collina lunga ben 25 chilometri, modellata in tempi preistorici dalla immenso ghiacciaio che scendeva dalla Valle d'Aosta. A Chiaverano da circa due secoli, vivono ed opera la famiglia Revel Chion. Agricoltori per nascita e grappaioli per vocazione.


mercoledì 9 marzo 2016

Wintage 2003

Questa etichetta continua la tradizione di Niepoort nel creare Porto con grande concentrazione combinata a finezza ed eleganza. L'azienda punta molto su questo millesimo, annoverandolo tra i migliori del decennio
Il Porto Vintage viene prodotto solo nelle grandi annate, generalmente non più di due o tre nell'arco di un decennio.
Nel 2003 il periodo della vendemmia vide sia giorni molto caldi che molto umidi. La produzione fu abbondante ma con acini piccoli, dai tannini conc...
entrati e dal colore intenso. I grappoli troppo maturi e gli acini secchi vennero eliminati per garantire la finezza del vino.
Vinha da Pisca (una vigna molto antica), con note di caffe e more, diede il tocco finale.
Nel Settembre 2005, dopo due anni in botti di legno, il ciclo per il Niepoort Vintage 2003 era concluso e da allora sosta in bottiglia.
Fine, elegante, minerale ma non balsamico. Di corpo e con tannini robusti, ricco e persistente.
Le uve per questa etichetta arrivano oltre che dalla Vinha da Pisca anche dalla Vale do Pinhão e Ferrão, i vitigni utilizzati sono Touriga Nacional, Touriga Franca, Tinto Cão, Tinta Francisca, Tinta Amarela, Sousão and Tinta Roriz
Il Niepoort Porto Vintage può invecchiare mediamente dai 60 ai 100 anni
Lo consigliamo in abbinamento con formaggi erborinati o con dessert a base di Pan di Spagna.

Questo splendido Porto, è reperibile presso:

Bottega dell'Arte del Vino S.r.l. Via Gen. Gustavo Fara, 25 20124 Milano
 

White Port


Porto bianco viene prodotto con uve a bacca bianca quali Malvasia, Viosinho e Gouveio.
Il mosto viene fatto fermentare come un normale vino bianco finchè la fementazione viene interrotta aggiungendo distillato d'uva. Dopo aver trascorso un anno in grossi botti di legno il vino viene trasferito in barili di legno da 550lt, dove viene lasciato per tre anni prima dell'imbottigliamento.
Di colore giallo dorato, presenta profumi di noce, nocciola e frutta fresca, appena abboccato.
Va servito freddo sia come aperitivo o a fine cena. Interessante con dei formaggi di capra saporiti.

COLHEITA

I Porto “Colheitas” sono Porto Tawnies invecchiati in piccolo botti, dove l'ossigenazione è maggiore, fatti con vini di un'unica annata.
L'invecchiamento minimo per legge è di 7 anni ma per tradizione Niepoort fa sostare i propri Colheita in legno per molti più anni.Il vino assume una tonalità mattonata. Aromi di botte e di frutta secca sono evidenti al palato, per via del lento affinamento in vecchie barili.
La tipologia Colheita si abbina molto bene con torte di nocciole o dessert alla frutta secca in genere. All'inizio della cena, in abbinamento con il foie gras è superbo. Ottimo in un freddo pomeriggio invernale di fronte ad un camino acceso.
L'invecchiamento in legno è proseguito fino al 2010.


Questo splendido prodotto è reperibile alla:
Bottega dell'Arte del Vino S.r.l.
Via Gen. Gustavo Fara, 25 20124 Milano
02/6697596 bottega@arte-del-vino.it

mercoledì 2 marzo 2016

La "Fata Verde". Il liquido "Maledetto"


Couvet - la mia prima visita
 
Nei caffè parigini di Montmartre, l'Assenzio sgorgava a fiotti. Fino a quando fu messo al bando in numerosi paesi. In Svizzera il divieto fu iscritto nella Costituzione dal 1908; in Francia nel 1915. Il liquore non era solo considerato poetico, ma anche e soprattutto maledetto.
Oltre a supposte proprietà allucinogene (sembra che l'epiteto "Fata verde"  sia dovuto proprio ad Oscar Wilde), il distillato era considerato come altamente pericoloso e causa di numerose malattie.
La qualità non era sempre delle migliori e all'epoca la gradazione raggiungeva spesso i 70°. Le ragioni di questo divieto vanno però anche ricercate altrove. "A far pressione per vietare l'assenzio, sono state soprattutto le potenti lobby dei viticoltori e dei birrai", ci spiega Yves Kübler, titolare della più importante distilleria della Val de Travers. "All'epoca, l'assenzio era meno caro rispetto alla birra e al vino e quindi rappresentava una concorrenza sgradita. Inoltre a causa della crisi economica di fine '800 erano aumentati i problemi d'alcolismo e a farne le spese è stato questo liquore".
In Svizzera il divieto è stato abrogato nel 2005. Dopo quasi un secolo ci si era finalmente resi conto che l'assenzio non era più pericoloso di un'altra bevanda superalcolica.
Il Tujone – una molecola presente nella pianta di Artemisia Absinthium, la principale erba che con l'anice e il finocchio entra nella composizione dell'assenzio – può effettivamente avere effetti devastanti sul sistema nervoso. Prima che ciò avvenga, però, bisognerebbe ingurgitare quantità industriali di assenzio. "È stato calcolato che bisognerebbe bere circa un'ottantina di bicchieri al giorno. Inutile precisare che l'alcol causerebbe danni più gravi ben prima", sottolinea Yves Kübler.
 
Con un alambicco nel sangue
Malgrado il divieto quasi secolare, nella Val-de-Travers il savoir-faire non è mai andato perso. La bevanda, del resto, è nata qui. Il 'padre' fu Daniel Henri Dubied che nel 1797, assieme al genero Henri Louis Pernod, aprì a Couvet la prima distilleria d'assenzio. La storia narra che la ricetta gli fu trasmessa da una guaritrice. Fu poi lo stesso Pernod a conquistare il mercato francese, aprendo nel 1805 una distilleria a Pontarlier, a qualche passo dal confine con la Svizzera.
La messa al bando non impedì ai numerosi distillatori della Val-de-Travers di continuare ad utilizzare i loro alambicchi. Bastava farlo con discrezione. Nella valle nessuno si sarebbe sognato di denunciarli alle autorità.
Yves Kübler gli alambicchi li ha nel suo DNA. Quasi 150 anni fa, nel 1863, uno dei suoi avi creò una distilleria a Travers. Nel 1990 ha ripreso in mano le redini della ditta, che aveva cessato le attività nel 1962. "Quando mio nonno ha smesso, nessuno dei suoi figli ha voluto continuare con la distilleria. A trasmettermi questa passione è stata mia madre e a 15 anni ho comperato il mio primo alambicco con un compagno di scuola ".
Una passione che, grazie anche alla legalizzazione della 'Bleue', uno degli altri soprannomi del liquore, si è trasformata in un lavoro a tempo pieno. Le bottiglie di assenzio Kübler oggi sono vendute un po' dappertutto. Grazie alla sua perseveranza, il distillatore di Môtiers è stato tra i primi a penetrare sul mercato americano, dove il mito dell'assenzio è più presente che mai tra il popolo della notte, anche grazie a personaggi come Johnny Deep o Marylin Manson.

Un marchio per proteggere una tradizione
Questo mito rischia però di essere fortemente intaccato a causa di quanto viene prodotto in paesi che non hanno nessuna tradizione, sottolinea Yves Kübler. "Oggi con la denominazione assenzio si vende un po' di tutto. Vi sono dei produttori che utilizzano oli essenziali e non le erbe, altri che non lo distillano ma lo fanno semplicemente macerare. Sono imbevibili. Se un consumatore prova uno di questi 'assenzi', sicuramente non si azzarderà più a provarne un secondo".
Questa situazione ha spinto i membri dell'Associazione interprofessionale dell'assenzio a inoltrare la domanda all'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) per ottenere l'indicazione geografica protetta (IGP). "In sostanza quello che chiediamo è che le denominazioni 'assenzio', 'fata verde' e 'bleue' siano riservate al prodotto distillato nella Val-de-Travers. Vogliamo salvaguardare la tradizione e naturalmente anche favorire lo sviluppo economico di questa regione", spiega il presidente dell'associazione Thierry Béguin.
Il termine per inoltrare delle opposizioni è scaduto a fine giugno e l'UFAG ne ha ricevuto diverse, non solo dalla Svizzera, ma anche dalla Francia e dalla Germania. Tra Unione Europea e Svizzera, attualmente non vi è un riconoscimento automatico dei marchi IGP e DOC . In altre parole, un produttore francese potrebbe continuare a vendere i suoi liquori in Europa con il nome assenzio. La situazione potrebbe però cambiare: "Il dossier dei marchi è oggetto di negoziazione tra Svizzera e UE; se verrà trovata una soluzione, l'UE in futuro dovrebbe riconoscere questa protezione anche per i prodotti DOC e IGP svizzeri. Le opposizioni provenienti dalla Francia e dalla Germania sono quindi preventive", osserva Béguin.

Come viene prodotto?
L'assenzio viene prodotto facendo macerare per qualche ora dell'alcol a 95° con acqua e diverse erbe. In particolare sono utilizzati semi di anice, di finocchio e naturalmente la pianta d'assenzio (Artemisia absinthium). Per il liquore distillato nella Val-de-Travers vengono impiegate solo piante d'assenzio coltivate nella regione. Anice e finocchio sono invece importati, poiché il clima non permette la loro coltivazione.

Ogni produttore aggiunge inoltre altre erbe in quantità minori e secondo la sua propria ricetta. Vengono utilizzate, ad esempio, isoppo, melissa, menta, coriandolo…

Dopo il processo di macerazione, inizia la distillazione vera e propria. L'alcolico così ottenuto (con una gradazione di circa 80°) viene trasferito in un tino, dove viene effettuata la riduzione alcolica, aggiungendo acqua distillata. L'assenzio prodotto da Yves Kübler, ad esempio, ha una gradazione di 53°.

Tra la distillazione e l'imbottigliamento trascorrono circa due settimane. Una volta in bottiglia, il liquore può essere lasciato riposare per due o tre mesi prima di essere bevuto. Il suo gusto sarà migliore.


 
 







 

martedì 1 marzo 2016

Assenzio


In Val de Travers, nel Canton Neuchâtel, ha aperto i battenti il Museo dell'assenzio di Môtiers nel 2014. Il Museo offre uno sguardo sulla movimentata storia della "fata verde" e sui suoi misteri.

Fine modul

L'ironia del destino vuole che il Museo sia ubicato proprio nell'edificio di quello che fu il tribunale distrettuale, dove, ai loro tempi, la polizia e i giudici chiamavano i distillatori clandestini di assenzio a rispondere dei loro atti.

L'assenzio, un liquore ad alta gradazione alcolica dal sapore di anice, viene prodotto nel Canton Neuchâtel sin dal XVIII secolo. Nel 1910 la “fata verde” venne proibita in Svizzera, tuttavia ciò avvenne per proteggere la salute della popolazione. Solo dal 2005 ne sono nuovamente consentite la produzione e la vendita.

Conoscere una storia movimentata

Lungo un percorso che si snoda su tre piani, i visitatori potranno farsi un'idea dei vari aspetti della fata verde, sia con oggetti antichi risalenti alla Belle époque, sia mediante poesie e informazioni sulla proibizione e sul significato dell'assenzio per l'economia locale e nel mondo.
Ma nel Museo c'è anche qualcosa da toccare e da scoprire con l'olfatto: oltre 1200 piante con le principali erbe utilizzate come ingredienti del liquore ad alta gradazione. Vi è inoltre un bar in cui è possibile degustare 15 prodotti della regione.