lunedì 12 dicembre 2016

Fanno bene agli occhi e....a tanto altro.




Il mirtillo (Vaccinium Myrtillus) ha una storia antichissima. È un frutto tipico del sottobosco e viene da secoli utilizzato per curare diverse patologie. I mirtilli crescono nelle zone montane e sono dei piccoli arbusti alti circa 60 cm appartenenti alla famiglia delle Ericacee.Si distinguono in tre differenti specie: mirtillo nero, rosso e blu. Secondo alcune recenti studi americani, queste piccole bacche sarebbero potenti antiossidanti in grado di prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo di invecchiamento. Sempre dall'America arrivano dati sull'efficacia di questi frutti nella lotta contro l’Alzheimer. Il mirtillo nero, in particolare, sarebbe un potente rimedio naturale per migliorare la memoria, l'equilibrio e la coordinazione motoria. Tali affermazioni sono frutto di riscontri scientifici degli studiosi dell'Università Tufts a Boston, che hanno sottoposto alcuni piccoli topi abbastanza avanti con l'età a una dieta ricca di bacche nere. È stato osservato in seguito un notevole miglioramento delle loro attività motorie e comportamentali, quasi come se il processo di invecchiamento si fosse interrotto. Le molecole responsabili di questo straordinario ringiovanimento sono le antocianine, sostanze naturali responsabili del caratteristico colore azzurro del frutto e presenti anche nelle fragole e negli spinaci. Le antocianine intervengono neutralizzando i radicali liberi, i principali responsabili dell'invecchiamento cellulare.Il mirtillo nero contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico che protegge le cellule, e l’acido ossalico, l’idrocinnamico e il gamma-linolenico.  È ricco anche di acido folico, fondamentale nei primi mesi di gestazione e contiene tannini e glucosidi antocianici che riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura. Infine, le antocianine presenti in grandi quantità rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Tutte questa sostanze favoriscono e aumentano anche la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista, in particolar modo di sera, quando c’è poca luce.Il mirtillo rosso, invece, ricco di ferro, vitamina C e fibre, viene utilizzato per prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie. Quantità ridotte di mirtilli rossi possono ridurre il livello di calcio nell’urina e quindi sono particolarmente indicate per chi soffre di calcoli renali. Il mirtillo rosso è anche un coadiuvante in caso di diarrea, nelle stitichezze, e nei problemi legati al colon irritabile e alle emorroidi. Infine, i mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle come la couperose.I mirtilli possono essere consumati freschi e al naturale, ma bisogna stare molto attenti a scegliere quelli non trattati. Vanno lavati molto bene sotto acqua corrente prima dell'utilizzo.Con questi frutti, inoltre, si possono preparare deliziose tisane che fanno anche molto bene all'organismo, confetture e salse. Si possono conservare a lungo una volta essiccati.

venerdì 9 dicembre 2016

Noci, toccasana per tanti problemi di salute





Mangiare almeno 20 grammi al giorno di arachidi e frutta secca a guscio, come noci e nocciole, pistacchi e anacardi, mandorle e pinoli, riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, cancro e altre malattie. A dirlo è un’analisi della letteratura sull’argomento condotta dai ricercatori dell’Imperial College di Londra, dalla quale emerge che consumare una manciata di questa frutta oleosi permette di ridurre del 30% il rischio di malattia coronarica, del 15% il rischio di cancro e del 22% il rischio di morte prematura. Inoltre, un’associazione sembra esistere anche tra il consumo di queste noci e la morte per malattie respiratorie e per diabete, con un abbassamento del rischio rispettivamente della metà e del 40%. Il lavoro, pubblicato sulla rivista BMC Medicine, ha passato in rassegna 29 studi per un totale di 819mila partecipanti, tra cui 12mila casi di coronaropatie, 9mila di ictus, 18mila di cancro e malattie cardiovascolari e oltre 85 mila decessi.  Lo studio ha incluso tutti i tipi di frutta a guscio, come le nocciole e le noci, e anche le arachidi che, sebbene accomunati alla frutta secca, sono in realtà dei legumi. Il meccanismo alla base degli effetti osservati sulla salute dell’organismo risiederebbe nel «valore nutrizionale di questi alimenti, ricchi in fibre, magnesio e grassi polinsaturi, capaci di abbassare il rischio cardiovascolare e ridurre i livelli di colesterolo. Certa frutta a guscio, in particolare noci e noci pecan, è anche ricca di antiossidanti, che possono combattere lo stress ossidativo e, eventualmente, di ridurre il rischio di cancro» ha spiegato il primo autore dello studio Dagfinn Aune della School of Public Health dell’Imperial College e della facoltà di Medicina della Norwegian University of Science and Technology. «Anche se le noci sono molto ricche di grassi, sono anche ricche di fibre e proteine, e vi sono delle evidenze che suggeriscono che possono effettivamente ridurre il rischio di obesità nel corso del tempo».   Molti studi sono stati condotti sugli effetti dell’alimentazione sui big killer, come le malattie cardiache, l’ictus e il cancro, ma ora iniziano ad emergere anche delle evidenze in relazione ad altre malattie, ha fatto notare il dottor Aune, sottolineando l’importanza dei risultati ottenuti nonostante una quantità relativamente contenuta di alimento.