giovedì 29 giugno 2017

Turta di Vacch

In pianura fa caldo e l'afa si fa sempre più insopportabile senza parlare delle zanzare. Non reggo più! Via di corsa, alziamoci di quota e andiamo velocemente in montagna. Aria leggera, fresca e panorami d'incanto. La cucina è sempre molto buona e gustosa. E' così che una mia cara amica ristoratrice mi ha raccontato di una meravigliosa torta che si usava anni fa da quelle parti. Ora i palati abituati a scartare le cose pesanti, grasse, e "che schifo" non vogliono nemmeno provare ciò che i nostri vecchi mangiavano con gusto e soddisfazione. Ne è venuta fuori una torta che è stata ricordata come si diceva "di Vacch". Fatta, provata e ora ve la racconto nella sua semplicità. Abbiamo imburrato una teglia di rame (ma si può usare un contenitore simile) abbiamo versato il "Bist" . Mi si dice che un latte giallastro molto denso che si ottiene dalle mucche che hanno partorito da poco. Aggiungiamo un poco di farina gialla e qualche cucchiaio di farina bianca, un pizzico di sale e di noce moscata, cospargiamo il tutto con dei fiori di camomilla. Forno ben caldo, inseriamo la torta e cuociamo per circa un ora. Risultato: abituarsi ai sapori non è mai facile, un leggero senso di acidità, ma non capisco perche non abbiamo avanzato nulla! cosa vorrà dire, che era buona? Io appena trovo il "Bist" la riprovo.

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